Magdi cristiano Allam a Cavarzere per Pierfrancesco Munari

munari allam cavarzere“Sono qui a sostenere la candidatura di Pierfrancesco Munari”. Con queste parole Magdi Cristiano Allam ha concluso la presentazione del suo nuovo libro Islam, siamo in guerra, nella splendida cornice di teatro Serafini, gremito di simpatizzanti. Era stato proprio il giovane avvocato cavarzerano, in corsa per la poltrona di prim cittadino per la Lega Nord alle prossime amministrative, a invitare il giornalista egiziano da qualche anno convertito al cattolicesimo. All’evento ha preso parte anche il consigliere regionale Gabriele Michieletto. “Ognuno vuole la propria moschea nella città o paese in cui risiede – ha spiegato Allam – perché dietro c’è un business: gli islamici si registrano infatti come associazioni culturali onlus e hanno automaticamente diritto al cinque per mille (la quota di imposte che lo Stato ripartisce, per dare sostegno, tra gli enti che svolgono attività socialmente utili, ndr) senza tener conto poi delle donazioni”.

“Proprio un anno fa qui a Cavarzere è stato preso in locazione uno stabile sul quale non c’è alcun controllo, proprio con questo sistema – ha commentato Munari -. Il ministro dell’interno Angelino Alfano ci ripete di non preoccuparci perché in Italia i servizi segreti sono bravi. Ma intanto anche ad Adria e Rovigo, quindi in realtà molto vicine alla nostra, sta accadendo lo stesso”.

Se il giovane militante leghista dovesse farcela a indossare la fascia tricolore, uscendo vincitore nella competizione elettorale di giugno, dovrebbe fare i conti anche con i migranti dell’ex caserma di Cona: come accaduto un po’ ovunque, del resto, la Prefettura lagunare ha aumentato il numero dei profughi da ospitare nella struttura, facendoli passare da 300 a 542. “Quanto ci costano queste persone? – si è chiesto Michieletti -. I 35 euro al giorno in realtà costituiscono solo un terzo di quanto spendiamo davvero: quanto ci costano le vedette della Marina? E i medici che hanno il compito di effettuare le prime visite? E sapete quanto dura la permanenza di questi immigrati prima che i tribunali respingano la richiesta di asilo? Due anni. Sono carne da macello per ingrassare le cooperative che, guarda caso, si collocano tutte da una certa parte politica” ha concluso il consigliere di Palazzo Ferro Fini.

Elisa Dall’Aglio

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