Martellago, Carabinieri in bicicletta arrestano ladri di auto in sosta

ladri martellago carabinieriI Carabinieri della Stazione di Martellago hanno arrestato per furto e ricettazione in concorso due nomadi di etnia Sinti, BRAIJDIC Luca classe 1962 e BAFFA Sabrina classe 1966, sorpresi in flagranza di reato di furto su una autovettura parcheggiata nei pressi del parco “Laghetti” di Martellago.

Da giorni erano sopraggiunte segnalazioni in merito a ripetuti furti ai danni di auto parcheggiate negli appositi spazi utilizzati dagli utenti del parco ai margini dell’abitato di Martellago, sia dal lato della Castellana, che da quello di via Cà Bembo. I carabinieri, non potendo utilizzare le automobili all’interno degli spazi nel parco, per non dare nell’occhio e procedere con l’indagine sul campo, si sono dotati di biciclette e abiti informali, fingendosi ciclisti.

Nemmeno il tempo di posizionarsi sul sentiero secondario che affaccia sul parcheggio di via Fornace che i malviventi si sono palesati a bordo di un’utilitaria, posteggiandosi di fianco a una Punto. Dall’auto sono scesi un uomo e una donna, il primo si è subito dedicato a scassinare la serratura posteriore della Punto, la seconda gli dava le spalle e “copriva” l’azione, vigilando il parcheggio e la strada di accesso.

Sicuri ormai del furto in corso, i carabinieri sono piombati con le biciclette sulla coppia; i due, per salvarsi in calcio d’angolo, hanno finto di abbracciarsi e baciarsi, simulando una passione che avrebbe tratto in inganno qualsiasi altro passante occasionale. I Carabinieri, però, hanno notato l’uomo nell’atto di gettare a terra una grossa forbice professionale, subito recuperata dai militari, insieme alla borsa appena trafugata dai sedili dell’auto. Di fronte a tali evidenze i due sono stati fermati in flagranza del reato di furto aggravato ed arrestati. È stata in seguito rintracciata la proprietaria dell’auto alla quale è stata restituita seduta stante la borsa.

Di fronte ai fatti, i due hanno ammesso il reato, giustificandosi dicendo che si trattava della prima volta. Ma non era così: da ulteriori accertamenti e a seguito di una perquisizione domiciliare i militari hanno rinvenuto altra refurtiva proveniente da furti messi a segno con la stessa tecnica. Per la coppia è scattata anche l’accusa di ricettazione, con il sospetto di essere una cellula organizzata per la commissione di furti su autovetture. Al termine delle operazioni è stato eseguito l’arresto in flagranza del reato di furto e ricettazione in concorso, con successivo accompagnamento presso l’abitazione di Favaro Veneto in regime di arresti domiciliari, in attesa del direttissimo.

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