Mira, raccolta rifiuti porta a porta: è caos

raccolta rifiuti porta a portaNon trova pace a Mira la questione dell’introduzione del nuovo sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta. Problemi sono arrivati negli ultimi mesi a Mira Porte e a Oriago. A Oriago il Comune ha mandato le ruspe in via Lago di Lugano, in un’area di verde pubblico, per creare una grande area ecologica. Si tratta di una area ecologica ampia 100 metri quadrati che serve 140 famiglie, in un parco pubblico. Tante persone sono scese nei fossati scavati dagli addetti dell’ente locale, bloccando i cantieri. Il Comune così con l’assessore Maria Grazia Sanginiti è stato costretto a fare marcia indietro e a sospendere temporaneamente i lavori. Lavori che però proseguiranno.

“Abbiamo sentito – spiega il consigliere delegato al territorio del Movimento 5 Stelle Michele Pieran – le ragioni delle loro proteste in un incontro. Ma siamo decisi ad andare avanti nella realizzazione delle piazzole ecologiche pubbliche nella zona di via Lago di Lugano. Valuteremo se c’è la possibilità di spostare la piazzola, ma se non ce ne fosse sarà fatta lì“. Il consigliere delegato spiega che i casi di piazzole ecologiche in aree pubbliche sono davvero pochi. “Ne abbiamo autorizzati 12 su 98 richieste – spiega”. Si tratta secondo il Comune di scelte già prese con ponderatezza dai tecnici dell’ente, difficilmente rinviabili. Nelle scorse settimane in una riunione indetta per i residenti della zona di Mira Porte o Mira Buse, sono scoppiate liti furiose fra sostenitori del porta a porta e contrari. I residenti contestavano i costi troppo elevati per creare piazzole ecologiche condominiali (6-7 mila euro) e il costoso sistema di conferimento del verde. Per calmare gli animi son dovuti intervenire i carabinieri. Dure le opposizioni. “È strana questa amministrazione – spiega Fabio Zaccarin consigliere del Gruppo Misto – che respinge la stragrande maggioranza delle richiesta di isole ecologiche dei condomini e ne vuole, invece, fare dove i cittadini non le vogliono. Questo è uno dei risultati del progetto porta a porta, dove fin dall’inizio ha dominato l’improvvisazione”.

L’ex assessore Maurizio Barberini (Pd) contesta i costi del sistema e ha portato la questione anche all’attenzione dell’ultimo consiglio comunale. “Conti alla mano – dice Barberini. Si nota chiaramente come già nel bilancio di quest’anno il costo del servizio rispetto al sistema a calotta, aumenti sensibilmente. Ciò si evince dai dati forniti da Veritas. Il Comune a guida grillina insomma si è intestardito su una posizione ideologica e non vuole sentire ragioni. Per evitare contestazioni c’è anche poca trasparenza, una vecchia bandiera del M5S. Le riunioni invece di essere pubblicate sul sito del Comune, come faceva in questi casi il centrosinistra, vengono comunicate per lettera solo ai diretti interessati”.

Alessandro Abbadir

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