Montangnana, rifiuti nel sottosuolo della Valdastico: 22 archiviazioni

rifiuti valdasticoVentidue archiviazioni per i rifiuti nel sottosuolo della Valdastico Sud. Tra questi c’è anche Attilio Schneck, già presidente della Provincia di Vicenza e coinvolto in qualità di presidente del Cda dell’Autostrada Brescia Padova. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Venezia ha accolto la richiesta di archiviazione del procedimento nei confronti di Schneck e di altri 21 indagati (su 28 totali). Il processo, che continuerà per altri sei indagati (quasi tutti imprenditori della zona), è nato da una denuncia di un privato cittadino che segnalava la morte di un cane per aver bevuto dell’acqua di scolo di un canale, ipotizzando la presenza di amianto nei rilevati dell’autostrada A31 Valdastico, all’epoca in fase di ultimazione. La denuncia era poi stata formalizzata da Medicina Democratica Onlus Vicenza, Aiea e Codici Ambiente e aveva portato all’effettuazione di alcuni campionamenti lungo i tre lotti interessati dall’indagine (4, 5, 6, da Montegaldella ad Agugliaro, dunque appena prima del tratto padovano).

L’esito della perizia ha individuato in alcuni campioni il superamento dei parametri di legge – saranno gli eventuali accertamenti futuri a valutare la gravità di questi valori – ma allo stesso tempo la società autostradale e Serenissima Costruzioni, la società che stava realizzando i lavori sulla Valdastico, hanno potuto dimostrare la puntualità dei controlli effettuati sul materiale depositato. In sostanza, il pm Ugolini ha rilevato che né la società committente né quella esecutrice delle opere hanno dolosamente concordato il conferimento di rifiuti o sostanza tossiche: da qui la richiesta di archiviazione, poi accolta, per Schneck e Flavio Orlandi, presidente del cda di Serenissima Costruzioni. Sono andati inoltre archiviati i procedimenti contro direttori e legali rappresentanti dei laboratori di analisi impegnati nell’incidente probatorio. Non andranno a processo nemmeno Pierluca Locatelli, Pace Rocca sei indagati (quasi tutti imprenditori della zona), è nato da una denuncia di un privato cittadino che segnalava la morte di un cane per aver bevuto dell’acqua di scolo di un canale, ipotizzando la presenza di amianto nei rilevati dell’autostrada A31 Valdastico, all’epoca in fase di ultimazione.

La denuncia era poi stata formalizzata da Medicina Democratica Onlus Vicenza, Aiea e Codici Ambiente e aveva portato all’effettuazione di alcuni campionamenti lungo i tre lotti interessati dall’indagine (4, 5, 6, da Montegaldella ad Agugliaro, dunque appena prima del tratto padovano). L’esito della perizia ha individuato in alcuni campioni il superamento dei parametri di legge – saranno gli eventuali accertamenti futuri a valutare la gravità di questi valori – ma allo stesso tempo la società autostradale e Serenissima Costruzioni, la società che stava realizzando i lavori sulla Valdastico, hanno potuto dimostrare la puntualità dei controlli effettuati sul materiale depositato. In sostanza, il pm Ugolini ha rilevato che né la società committente né quel- Orietta, Marcella Ceotto (poiché non rivestivano cariche sociali al momento dell’eventuale commissione dei reati), Giancarlo Beltrame e Vittiroio Ceotto (deceduti nel frattåempo), ma anche Ettore Lonati, Filippo Galiazzo, Valeria Caltana, Fernando Burato e Fabio Zanotto.

 

Nicola Cesaro

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