Addio ad Arnaldo Crivellari, l’inventore del Pane Pulito

arnaldo crivellari pane pulitoSi è spento lo scorso 2 aprile all’ospedale di Adria, all’età di 83 anni, Arnaldo Cavallari, il padre della Ciabatta, dello Zoccoletto, della Pagnocca polesana e del Pane Pulito italiano. Ma anche pilota e campione di rally, talent scout e presidente dell’Adriese calcio negli anni ‘90. Era ricoverato da una decina di giorni in seguito a una caduta accidentale nella sua abitazione. Le esequie sono state celebrate il 6 aprile in Cattedrale, mentre la camera ardente è stata allestita in sala Cordella.

Era un uomo molto conosciuto e stimato in tutto il Polesine, e non solo, che aveva fatto “il pane in 56 Paesi del Mondo, dall’Asia all’Africa all’America negli ultimi vent’anni”, come aveva dichiarato lo scorso gennaio nel corso di un’intervista che ci aveva rilasciato. Ogni mercoledì pomeriggio le porte del laboratorio di via Ca’ Cima erano aperte a chiunque volesse gustarsi gratuitamente il pane appena sfornato, consumato con affettati vari: “Non doveva avanzare nulla – aveva spiegato – nessuno poteva uscire dai Molini se non dopo aver mangiato quello che io e i miei collaboratori avevamo preparato”. Arnaldo Cavallari era nato il 13 luglio del 1932 a Fiesso Umbertiano, ma si era trasferito nel capoluogo etrusco all’età di sei anni. Laureato in Economia e Commercio a Bologna, proprio sui banchi dell’ateneo emiliano aveva conosciuto la moglie Bianca, da cui però era da tempo separato. L’attività di panificatore, tuttavia, lo aveva portato a girare il mondo, soprattutto il Sud America: da quelle trasferte erano nati nove figli da cinque donne diverse.

La passione giovanile di Arnaldo è stata senza dubbio il rally: una carriera di tutto rispetto alla guida di Lancia, Abarth e persino Porsche, chiusasi a metà degli anni ‘70 con varie partecipazioni alle corse africane. Suo copilota e allievo era stato il cavarzerano Sandro Munari, futuro campione del mondo. Ma anche il sindaco di Adria, Massimo Barbujani, è stato contagiato dall’entusiasmo di Arnaldo per i motori, tanto da dichiarare, il giorno della scomparsa del panificatore, che “è sempre stato il mio punto di riferimento. Mi aveva aperto le porte della sua casa, ero solo un ragazzo all’epoca, ma poi sono diventato anch’io un pilota”. L’ultimo trofeo Cavallari lo aveva sollevato solo qualche mese fa, lo scorso settembre, quando l’ufficio brevetti della Camera di Commercio di Rovigo gli aveva consegnato l’attestato di registrazione per marchio d’impresa per il Pane Pulito Italiano. “Occorre fare letteralmente pulizia in campo alimentare, a partire dal pane, simbolo incontrastato del cibo – aveva spiegato -. Il Pane Pulito Italiano contiene solo farine, va impastato rigorosamente il giorno precedente alla vendita e posso garantire che è così naturale da contenere solo l’1% di glutine. Le famiglie non butteranno più via il pane del giorno prima e in questo modo risparmieranno molti soldi”.

 

Elisa Dall’Aglio

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