Parco Nuove Gemme, arrivano critiche dai social

Schermata 2016-04-18 alle 16.52.11Facebook è diventato il canale con cui i cittadini segnalano quello che vedono in maniera positiva o negativa. In alcune pagine dedicate a Spinea, sono riportati dei commenti sulla riapertura del chioschetto “House bud” nel parco Nuove Gemme. I post non criticano la recente ristrutturazione, ma gli orari di apertura di aprile: il sabato dalle 15 alle 17 e la domenica dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 17. Tra i commenti dei cittadini, i più dei quali delusi dall’orario del servizio, alcuni dicono che tanto valeva lasciarlo chiuso.

In effetti, con la bella stagione l’utilizzo dei parchi per i cittadini diventa spesso quotidiano, parliamo specialmente di famiglie, nonni con bambini al seguito. “Il parco Nuove Gemme è un bel parco e grazie al progetto “Mi prendo cura”, ha il verde ben tenuto – dice un cittadino, Massimiliano Busolin – gli orari del chiosco però sono davvero ridotti. Con la bella stagione e le giornate più lunghe, moltissime persone frequentano il parco, il servizio del chiosco è importante, ma se resta chiuso che senso ha?”.

La gestione del chioschetto è in appalto al Gruppo Solidalia, che, dopo aver letto le critiche, usa lo stesso social per rispondere: dopo aver chiarito i lavori eseguiti per la messa a norma, la pulizia e la manutenzione del chiosco assicura che, da giugno, il servizio partirà quotidianamente. Ci saranno anche una serie di iniziative quali: concerti, cineforum, laboratori per bambini e il progetto Emporio Solidale, che ha come scopo aiutare le famiglie del territorio in difficoltà. “Credo che il problema più importante dei parchi sia lo scarso senso ci- vico dei cittadini – conclude Busolin – il Comune dovrebbe fare dei corsi per insegnare il senso civico nelle scuole, come si face- va una volta. Sarebbe davvero un ottimo investimento sui giovani”. Per maggiori informazioni sugli orari e gli eventi del chioschetto www.colorspinea.it. Comunque è chiaro, che sempre più critiche e osservazioni vengono fatte at- traverso l’uso di social media che l’ente locale ha imparato a controllare quasi quotidianamente.

Roberta Pasqualetto

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