Pensionati, il bonus di Renzi coinvolge 111mila veneti

pensioniSe diventasse realtà la proposta del premier Matteo Renzi – che ieri è tornato a parlare dell’allargamento del bonus anche agli anziani destinatari di un assegno previdenziale inferiore al minimo (circa 500 euro) – in Veneto sarebbero coinvolti circa 111 mila pensionati (circa il 9% del totale) per una spesa superiore agli 8 milioni e 860 mila euro al mese, cioè circa 106 milioni e 400 mila euro l’anno.

Lo fa sapere in un comunicato stampa lo Spi Cgil del Veneto, sottolineando come il bonus farebbe aumentare dello 0,5% la spesa dell’Inps nella nostra regione, con un impatto non eccessivamente oneroso per la casse dell’Ente ma rilevante per le tasche del pensionato. Secondo i dati elaborato dallo Spi Cgil del Veneto, a beneficiare degli 80 euro sarebbero soprattutto le donne che sono più povere dei “colleghi” maschi. Il bonus Renzi andrebbe in tasca a circa 70 mila pensionate venete, in pratica una su dieci per un valore complessivo di 5 milioni e 527 mila euro al mese.

Fra le varie province, i pensionati coinvolti dal provvedimento sarebbero circa 20 mila (per ogni territorio) a Treviso, Venezia, Verona, Vicenza. Poco più di 6 mila a Belluno e meno di 5 mila a Rovigo, dove c’è anche la percentuale più bassa di donne con la pensione inferiore al minimo (7,1%).

Rita Turati, segretario generale dello Spi Cgil del Veneto ricorda come “da sempre chiediamo che il bonus di 80 euro introdotto da Renzi venga anche allargato ai pensionati. Il bonus mensile non darebbe una svolta alle loro vite, questo è certo, però darebbe loro la possibilità di integrare il magro assegno aumentando il potere d’acquisto, che si può tradurre soprattutto con una più dignitosa spesa al supermercato o con qualche accorgimento in più per la cura della propria salute. Purtroppo, come ha già sottolineato il segretario nazionale dello Spi, Ivan Pedretti, con i forse e i vorrei le pensioni minime non aumentano, mentre aumenta l’attesa dei pensionati che vorrebbero più attenzione da parte del governo nei loro confronti. A Roma, il 19 maggio, assieme a Fnp e UIlp chiederemo proprio questo all’esecutivo: più attenzione per i pensionati, soprattutto per quelli più in difficoltà. Il bonus e gli 80 euro potrebbe essere un buon punto di partenza. Però abbiamo già avuto modo di vedere come già molti provvedimenti contenuti nella finanziaria non siano andati in porto per mancati stanziamenti delle risorse necessarie, com’è successo per esempio con il bonus di 500 euro ai 18enni. Siamo stanchi di promesse e di aspettative disattese, dalle parole si passi ai fatti”.

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