Pippi, per ragazzi in difficoltà Piove di Sacco è Comune pilota del progetto

giovani in diffivcoltàTutela dei minori e sostegno della genitorialità con interventi nei confronti di famiglie multiproblematiche, con l’intento di ridurre il rischio di allontanamento dei bambini dal nucleo familiare d’origine. Piove di Sacco è stato scelto come uno dei comuni pilota per “P.i.p.p.i.”, il programma nato dalla collaborazione tra il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e l’Università di Padova. Un progetto sperimentale che punta a modificare l’approccio tradizionale nell’assistenza e soprattutto la prevenzione dei casi di allontanamenti dei minori dalle famiglie ritenute a rischio. Scopo del “Programma di Intervento Per Prevenire l’Istituzionalizzazione” è la prevenzione di tutte le forme di “istituzionalizzazione” che possono essere ancora presenti dentro le pratiche dei servizi sociali come, ad esempio, la burocratizzazione, i ritardi, le inefficienze, gli scoordinamenti, le rigidità, la scarsità di informazione, di rendicontazione e di trasparenza verso le famiglie. Il tutto si concretizza attraverso una progettazione condivisa, dei percorsi educativi in famiglia, un sostegno sociale, momenti di confronto e condivisione sulle questioni legate all’essere famiglia e il partenariato tra scuola, famiglia e servizi.

In definitiva un tentativo di creare un raccordo tra istituzioni diverse, tra professioni e discipline degli ambiti del servizio sociale, della psicologia e delle scienze dell’educazione, che solo insieme possono fronteggiare la sfida di ridurre il numero dei bambini allontanati dalle famiglie. La sperimentazione durerà fino alla fine dell’anno e sarà portata aventi dal settore dei Servizi sociali con il personale che ha già superato un primo periodo di formazione finanziato dai fondi ministeriali messi a disposizione per questo particolare scopo. “Si tratta di una sperimentazione – spiega l’assessore Paola Ranzato – che porterà alla scrittura di un protocollo di buone pratiche che, una volta codificate, potranno avere una ricaduta positiva su tutto il territorio. Stiamo tracciando una nuova strategia lavorando direttamente sulle famiglie e sulle loro fragilità che possono essere di varie tipologie”.

Alessandro Cesarato

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