Porto Tolle, bufera in consiglio sulla Tari

porto tolle tariÈ iniziato con un minuto di raccoglimento l’ultimo consiglio comunale di Porto Tolle. Un momento dedicato alle sette studentesse scomparse prematuramente nell’incidente in Spagna e per le vittime cadute nell’attentato di Bruxelles. Nella seduta pubblica gli amministratori hanno votato con 9 voti a favore, 6 astenuti e un voto contrario il punto all’ordine del giorno sulla definizione delle rate di pagamento della Tari per i cittadini: una prevista a giugno, la seconda a settembre e il saldo a novembre.

“Ci sarà la possibilità per i cittadini che faranno richiesta all’ufficio tributi del Comune di poter spalmare il pagamento della Tari fino a 8 rate anziché le tre previste” ha detto l’assessore Michela Ferrarese. La questione è stata ampiamente discussa per via delle repliche del consigliere Giacomo Bovolenta: “Non si capisce come mai la Tari pagata nel 2015 dai cittadini sia aumentata, nonostante la relazione del direttore Romanello trattata nel precedente consiglio comunale, nel corso del quale relazionava sul calo del tonnellaggio di rifiuti, la diminuzione delle spese di carburante dei mezzi di trasporto utilizzati”. “In questo nuovo anno devono aspettarsi altri aumenti della Tari i cittadini?” ha poi chiesto Bovolenta.

A cercare di spiegare l’ingarbugliata faccenda il vicesindaco Mirco Mancin: “Attualmente il piano finanziario dell’ente cui apparteniamo non è stato ancora approvato perché non è stato ancora costituito il consiglio di bacino. E si sa che fino a quando non viene approvato il piano finanziario dell’ente, i comuni non riescono a capire se ci saranno altri aumenti della Tari per i cittadini”. “Stiamo parlando – ha spiegato il vicesindaco – di un organo composto da tutti i comuni della provincia che in questi mesi non si sono accordati su un unico statuto del consiglio di bacino. Infatti 35 comuni hanno approvato uno statuto, dei 15 rimasti, alcuni seguono Rovigo con un altro documento e pochi altri, tra cui Porto Tolle, hanno condiviso quello proposto inizialmente dalla Regione Veneto”. Una situazione quindi nebulosa e nel frattempo i cittadini dovranno pagare a giugno la prima rata.

Guendalina Ferro

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