Promettevano falsi posti di lavoro al centro commerciale, denunciati per truffa

DSC06509Una coppia di Frosinone “vendeva” speranze, promettendo falsi posti di lavoro in un centro commerciale. E’ la nuova frontiera delle truffe, quella scovata dai carabinieri di Mirano che nei giorni scorsi si sono attivati per fermare i due malfattori. Le ricerche sono partite da una denuncia presentata da una donna residente nel salese che – a fronte di un pagamento di quasi 1.000 Euro per una promessa di assunzione della figlia alle dipendenze di un grande centro commerciale della zona – poi non andata a buon fine, aveva visto sfumare il miraggio dell’impiego a tempo indeterminato della ragazza.

La donna aveva conosciuto il truffatore via chat. L’uomo, sotto falsa identità, dopo aver carpito la sua fiducia,  le prospettava la possibilità di far assumere la ragazza in un noto centro commerciale, previo avvio ad un corso di formazione a pagamento. Nei giorni seguenti, infatti, la signora era stata contattata dal fantomatico organizzatore di questi corsi, che chiedeva il pagamento del “corso” e – effettuato questo – dichiarava che i contratti erano pronti per la firma, ma mancavano i bolli di legge che dovevano essere sempre pagati dalla futura dipendente. Versati tutti gli importi su carta Postepay, nessuno si è mai presentato all’appuntamento per la tanto sospirata assunzione: nessun contratto, nessun corso, nessun bollo e soldi spariti.

 

Il denaro acquisito – mediante ricariche su Postepay poi denunciate come smarrite –  veniva quindi rigirato immediatamente grazie a veloci transazioni informatiche su conti correnti bancari di banche on-line con sede sociale all’estero, configurando in questo caso anche il reato di riciclaggio.

Gli accertamenti sono cominciati dai riscontri documentali ed una serie di verifiche incrociate, che hanno permesso di identificare con certezza i responsabili dei reati, che sono poi risultati essere autori “seriali” di analoghe truffe su tutto il territorio nazionale.

Sono in corso ulteriori verifiche da parte dei carabinieri, per verificare se la coppia abbia agito da sola o se faccia parte di un organizzazione più ampia.

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