Rovigo è una delle città meno “smart” d’Italia

comune rovigoChi era rimasto al sondaggio popolare condotto da Caterpillar, la nota trasmissione in onda su Radio2 un paio d’anni fa, in base al quale Rovigo era la città più noiosa d’Italia, dovrà aggiungere un altro trofeo non poco edificante: il capoluogo polesano, infatti, è risultato anche poco ‘intelligente’ da un punto di vista delle tecnologie. Solo tre posizioni guadagnate rispetto all’anno scorso. Si resta in fondo alla classifica. E a dirlo, questa volta, è una classifica autorevole, dal titolo “Smart City Index 2016”, stilata dalla Ernst & Young, una società mondiale di servizi di revisione e organizzazione contabile, in collaborazione con Ericsson, Tim e Indra.

Ecco i numeri: sono stati analizzati 116 centri urbani dal punto di vista dei servizi, delle infrastrutture, delle app, ma è stata considerata anche l’estensione delle infrastrutture e delle reti di telecomunicazione, così come la capacità di progettazione e la visione strategica della città. Risultati particolarmente critici, che hanno contribuito ad ‘abbassare la media’, sono stati registrati alla voce della “sensoristica”, che include la rete stradale, la qualità e quantità di mezzi pubblici, l’illuminazione e la sicurezza. A farci compagnia in coda alla classifica sono solo città del Sud, come Sanluri in Sardegna e Enna in Sicilia. Per contro, in vetta spiccano le solite metropoli del Nord industrializzato: Bologna, Milano e Torino, con ben tre centri veneti, Padova, Venezia e Verona che si piazzano tra i primi venti posti. “Lo Smart City Index è uno strumento rivolto alle città, per aiutarle a migliorare le proprie politiche d’innovazione” si legge nel rapporto. Si va dai servizi online per l’iscrizione dei figli alle scuole comunali, al pagamento dei tributi con un semplice click, all’acquisto dei biglietti per spostarsi sui mezzi pubblici, all’accesso ai propri dati del fascicolo sanitario elettronico. La reazione politica non è tardata ad arrivare.

“Siamo fermi al palo” è stato il commento a caldo del parlamentare del Partito Democratico Diego Crivellari, che si augura che “la pessima posizione guadagnata da Rovigo faccia riflettere gli amministratori locali e che su nuove basi si possa pensare a un futuro integrato tra mobilità urbana intelligente, ecosostenibilità e propensione all’utilizzo di tecnologia digitale per una maggior fruizione dei servizi oltre che della possibilità di avere nuovi strumenti che promuovano l’inclusione sociale: oggi la nostra città è in una solitudine poco smart”. “Si tratta di una fotografia del presente al netto delle dichiarazioni d’intenti e dei progetti in itinere”: Ascom Confcommercio, l’associazione di categoria a tutela degli esercenti, è molto meno impietosa della multinazionale britannica. “Le nostre imprese hanno risposto in massa al bando sui beni strumentali proposto dalla Camera di Commercio Delta – Lagunare di fine 2015. Tanto che a pochi minuti dall’inizio del click day le domande presentate erano già in sovrannumero rispetto ai fondi disponibili. Già da qualche anno proponiamo corsi di formazione che rispondano all’esigenza dei nostri imprenditori di essere smart nel loro settore: andiamo dal marketing digitale, alla gestione ottimale della pubblicità aziendale sui social, alla creazione di siti attraenti e funzionali. Riteniamo che Rovigo abbia le potenzialità per essere una città e motivata a raggiungere gli standard di innovazione che hanno le altre province”.

 

Elisa Dall’Aglio

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