Home Diritti Rovigo Abuso del diritto fra ex coniugi

Abuso del diritto fra ex coniugi

ILLUSTRATION - This illustration shows a torn wedding picture and a wedding ring on a table symbolizing divorce, Frankfurt/Oder, Germany, 06 October 2011. 11 out of 1000 marriages were divorced in 2010. This is the highest percentage since reunification. Most of the time it is women who file for divorce. About half of the divorced couples had children who were under age. Photo: Patrick Pleul  -ALLIANCE-INFOPHOTO

Il Tribunale dichiarava la cessazione degli effetti civili del matrimonio di Tizia e Caio. Successivamente, la difesa dell’ex marito depositava il ricorso per la modifica delle condizioni di divorzio, visto che la situazione patrimoniale era mutata, in particolare la figlia era divenuta economicamente autosufficiente. Il sig. Caio richiedeva la restituzione delle somme versate in base a un titolo che non era più valido. La sig.ra si costituiva in giudizio avanzando le sue pretese creditorie, facendo implicitamente dedurre la sua rinuncia a quanto statuito in sentenza.

La rinuncia a tale pretesa si evinceva poi dall’accordo sulle condizioni patrimoniali raggiunto all’udienza di discussione del ricorso, accordo ratificato dal Tribunale in composizione collegiale. L’ex moglie, però, sulla base della sentenza di divorzio, esercitava l’azione esecutiva nei confronti dell’ex marito, prima che lo stesso proponesse ricorso per la modifica delle condizioni di divorzio. La sig.ra Tizia, infatti, notificava atto di precetto all’ex marito, per mancato versamento dell’assegno previsto per il mantenimento della figlia.

Successivamente, la sig.ra Tizia notificava all’ex marito atto di pignoramento presso terzi, con cui veniva fissata l’udienza di comparizione del terzo, società presso cui il sig. Caio presta la sua attività. Contrariamente all’accordo raggiunto in sede di modifica delle condizioni di divorzio, la sig.ra richiedeva le somme dovute alla figlia dal padre. L’ex marito, di conseguenza, proponeva opposizione all’esecuzione. Eccepiva che l’ex moglie non era tenuta ad esercitare l’azione esecutiva nei suoi confronti: il credito preteso su cui si fonda l’azione esecutiva è venuto meno dopo la notifica del precetto.

Nel caso di specie, il sig. Caio ravvisava un abuso del diritto, per il fatto che la sig.ra Tizia aveva proposto l’azione esecutiva nei confronti dell’ex marito, anche in nome e per conto della figlia, pur in difetto dei presupposti sostanziali. Diversamente opinando, se così non fosse stato, sarebbe stata altrettanto plausibile la richiesta risarcitoria da parte di Caio nei riguardi di Tizia, per il suo comportamento abusivo, da cui avrebbe dovuto astenersi. Questo, infatti, costituisce una palese violazione dei doveri di correttezza e buona fede, oltre che del principio del giusto processo (cfr. Cass. Civ. SS.UU., sentenza n. 23726 del 15.11.2007).

Avvocato Francesca Ledda – Via Domenico Strada, 9 – 45100 Rovigo (RO)
Tel. 3476447782 

Le più lette