Allarme criminalità, Monselice si interroga sulla sicurezza

Schermata 2016-05-25 alle 15.00.15Monselice assediata dalla criminalità. E’ questa la sensazione che avvertono i cittadini ormai da mesi. Poco conta se i dati su rapine e furti non fanno registrare un’escalation. A segui- to delle ultime rapine violente in abitazioni private, il clima che si respira è di vero terrore.

LA VIOLENZA. L’episodio più eclatante si è verificato nella frazione di Marendole. Lei è stata trascinata per i capelli e minacciata di morte, lui è stato colpito da un pugno in pieno volto e si è ritrovato con uno straccio tappargli la bocca. Un pestaggio terribile e violentissimo ai danni di una coppia di anziani: Filippo Rangon, 80 anni, e la moglie Lorenzina. Stessa sorte è toccata al genero dell’anziano padrone di casa, che si è trovato a tu per tu con i malviventi in fuga.
L’episodio è avvenuto neanche un mese fa in via Argine Sinistro. I ladri, tre uomini con accento dell’est, sono entrati in casa nella stati scoperti proprio da Lorenzina. Il racconto è terrificante: “Ho sentito dei rumori e mi sono svegliata. Due uomini mi hanno assalita e si sono accaniti contro di me. Mi hanno buttata a terra e mi hanno presa per i capelli, trascinandomi verso il letto urlando stai zitta se no ti ammazziamo”. Stessa sorte è toccata al marito Filippo che si è preso anche un pugno in faccia. Quella dei Rangon è stata una delle cinque abitazioni “visitate” dai malviventi nella stessa notte.

ALTRE RAPINE. Il caso degli anziani coniugi è approdato an- che in tv nel programma di Rete4 “Dalla parte vostra” in diretta da Monselice. Peccato che nella stessa notte i ladri abbiano ben pensato di razziare anche la piscina comunale. Intorno alle tre hanno fatto irruzione dall’ingresso principale mettendo a soqquadro l’ambiente.

LE INIZIATIVE. Nelle giornate successive alle violenze, tutta la frazione di Marendole ha dato vita ad ogni sorta di iniziativa. I cittadini hanno escluso soluzioni come le ronde perché non sarebbe possibile farlo in modo continuativo. Le decisione è ricaduta quindi nel potenziamento dei sistemi di allarme collegandoli con le forze dell’ordine. Inoltre è nato un gruppo di WhatsApp, un gruppo sul telefonino per avvisarsi tra vicini di casa su eventuali movimenti sospetti. I residenti hanno addirittura concordato di far scattare l’allarme di casa nelle situazioni molto sospette in modo tale che possa crearsi una catena improvvisa che spaventi i malviventi.

LE REAZIONI. Il primo cittadino Francesco Lunghi ha subito ha seguito da vicino le vicende: “Se realmente vogliamo ridurre il numero di questi reati è indispensabile la certezza della pena – ha commentato – in Italia si è raggiunto il massimo: per questi reati c’è la certezza della “non” pena e questo determina de- pressione tra le forze dell’ordine e l’arroganza dei delinquenti. E’ indispensabile eliminare riduzioni di pena o altri benefici”.

Emanuele Masiero

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