Elezioni Adria, Zambon “Una svolta etica”

nicola zambonIl candidato sindaco del centrosinistra è Nicola Zambon, noto avvocato e procuratore legale nonché consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Rovigo, poi segretario, vicepretore di Adria e vicepresidente della Prima Commissione Esami Avvocati Corte d’Appello di Venezia. “Da sempre declino l’amore per la giustizia e la legge nella cosa pubblica, partecipando alla vita politica come consigliere comunale e capogruppo negli anni ‘70 e ‘80”.

“Alla mia città ho sempre dedicato tempo e risorse – spiega – come consigliere Fondazione Bocchi, presidente dell’Azione Cattolica della Cattedrale, consigliere della Pro Loco, socio e anche presidente del Rotary Club, socio del Club “Il Quadrifoglio di Adria” e ancora studioso della storia della Diocesi”. Sposato e padre di due figli, appassionato di storia e filosofia e fotografo amatoriale, Zambon è convinto che Adria abbia bisogno di “cambiare per tornare al ruolo che le compete, di ‘capitale’ del Delta. Adria è un luogo ricco di tradizioni, storia, bellezze dove si trovano i servizi fondamentali – sottolinea – e nel quale turismo, commercio, agricoltura e impresa concorrono a costruire condizioni di benessere e buona occupazione per tutti”.

Zambon evidenzia che “soprattutto i più giovani da qui se ne vanno perché non trovano occasioni di crescita e lavoro e chi ci amministra ci sta condannando a un continuo declino, non ci sta proteggendo, non è in grado di rivolgersi alle istituzioni competenti per pretendere, a gran voce, che i servizi essenziali, anziché andarsene, siano finalmente potenziati”. “Tribunale e giudice di pace se ne sono andati e, a differenza di molti altri territori, non è stato fatto nulla perché tornassero – rincara il candidato del centrosinistra – e l’ospedale è messo continuamente in discussione. Il sistema dei trasporti è penalizzante e la grande viabilità non prevede il coinvolgimento di Adria”.

“In queste condizioni è naturale che le imprese cerchino luoghi migliori nei quali investire – continua – e che i nostri negozi continuino a chiudere e che la città con le sue frazioni sia abbandonata al degrado e all’insicurezza che, naturalmente, si producono nei posti non vissuti”. Zambon e la sua squadra puntano a una “svolta di natura etica”. “Adria non potrà essere rappresentata da persone che vivano condizioni di conflitti d’interessi – conclude – perché ne va della nostra credibilità: Finalmente Adria! è anche e soprattutto questo”. 

Massimiliano Beltrame

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