Ex scuola di Bragni, secondo esposto alla Corte dei Conti

cado escuole bragniEx scuola di Bragni, chi paga il danno erariale? A chiederselo i consiglieri di “Futuro Comune per Cadoneghe” e “Insieme per Cadoneghe” che, sulla questione, non mollano l’osso. Anzi, rincarano la dose visto che Devis Vigolo e Silvio Borella hanno inviato alla Corte dei Conti un altro, il secondo, esposto perché venga fatta chiarezza.

“Dopo quanto ci è stato intimato dal Comune – spiegano i due consiglieri – e certi che qualcuno debba pagare per il danno erariale causato dal mancato incameramento dei soldi della ex scuola di Bragni (danno accertato dalla Procura Regionale della Corte dei Conti di Venezia  un anno fa), abbiamo deciso di inviare, lo scorso 15 aprile, un altro esposto”. Nella denuncia, spiegano Vigolo e Borella, sono stati ricostruiti gli avvenimenti, da quando nell’aprile del 2015 la Corte dei Conti di Venezia intimava al Comune di Cadoneghe di notificare a un dirigente il danno erariale di 328.803,77 euro e, addirittura, di metterlo in mora. La Corte dei Conti aveva, inoltre, intimato al Comune di precisare al dirigente di procedere, entro 30 giorni dal ricevimento della notifica, al versamento della somma a favore del Comune stesso.

“Purtroppo dall’esame dei “giornali di cassa del Comune del 2015” non risulterebbe registrato alcun versamento in entrata di tale importo –  proseguono -. Un fatto gravissimo perché si è perso un anno per riavere soldi che sono dei cittadini. Cosa è stato fatto per recuperarli? Nel 2016 la maggioranza ha, poi, approvato l’utilizzo del fondo di riserva per il pagamento dell’anticipo delle spese legali (circa 29 mila euro). Questo ci spinge a sostenere che, a sapere del caso della ex scuola di Bragni, probabilmente vi erano anche altri soggetti. La Corte dei Conti il 24 aprile 2015 scrive: “Tutto ciò premesso si invita codesta amministrazione ad accertare se la responsabilità del mancato incameramento del presso di vendita della ex scuola di Bragni, oltre che evidentemente al dirigente, possa essere ascritta anche ad altri soggetti (amministratori, revisori, ecc.) che abbiamo autorizzato ovvero – essendone a conoscenza – non impedito le condotte assunte dal dirigente che ha cagionato un rilevante danno all’ente”.

Ma cosa è stato fatto fino a oggi? Perché questo immobilismo? E’ possibile che l’allora sindaco e relativi assessori competenti non ne fossero a conoscenza ? E’ possibile che i componenti del Collegio dei revisori dei conti, che avrebbero dovuto verificare e certificare il bilancio, non ne fossero informati? E’ possibile che questo dirigente operasse, da solo e in completa autonomia, senza che nessuno sapesse nulla? Per tutti questi fatti siamo convinti che l’amministrazione non abbia fatto e non stia facendo tutto il possibile per recuperare i soldi certificati dalla Corte per danno erariale e per perseguire tutti coloro che abbiano autorizzato o, essendone a conoscenza, non impedito la condotta del dirigente”. (n.m.)

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