L’ex Grosoli di Cadoneghe raccontata attraverso scatti d’autore

ex grosoli cadonegheUna città nella città, un polo produttivo e occupazionale di importanza internazionale, un modello organizzativo all’avanguardia, un’azienda dai profondi legami territoriali. È difficile riassumere oggi in un solo termine ciò che ha rappresentato la Grosoli, soprattutto negli anni Settanta e Ottanta del Novecento, per Cadoneghe.

Attraverso i loro scatti, Alan Lucchino e Daniele Gatto propongono un viaggio per immagini in quella che è diventata per anni un esempio di archeologia industriale, con tutto il suo carico di suggestioni fatto di edifici fatiscenti, muri sbrecciati, zone d’ombra e di silenzio nella mostra, inaugurata il 29 aprile e aperta fino al 22 maggio,allestita nella sala Calvino della biblioteca. La vasta area degli edifici di produzione, dei magazzini e degli uffici, i viali ordinati, il gran traffico quotidiano di camion e furgoni provenienti da ogni dove, lo sventolio delle bandiere di paesi lontani in occasione delle frequenti visite di delegazioni ufficiali, l’organizzazione del lavoro vengono evocati in immagini dalle quali manca ogni presenza umana.

“Questa mostra ha il merito di cogliere, nelle fotografie di edifici ormai svuotati di persone e di attività, il senso di un’avventura umana e imprenditoriale importante per molti di noi e delle nostre famiglie – dice l’assessore alla Cultura Paola Venturato -. Rivive insomma tutto ciò che veniva a creare un mondo a parte, con le sue dinamiche, le sue regole, le sue abitudini. Un mondo che, nel bene e nel male, ha caratterizzato Cadoneghe per decenni. Ora che questa parte importante del nostro passato recente se ne è andata per sempre, per lasciare spazio a quello che sarà un grande progetto di riqualificazione urbanistica, le immagini di Alan Lucchino e Daniele Gatto rendono omaggio al “mito” della Grosoli”. (n.m.)

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