Ostiglia ciclabile, arriva il ponte

curt pontebrenta2Finalmente una buona notizia per gli amanti dei pedali, perché l’ultimo tassello dell’Ostiglia ciclabile –il famoso ponte sul Brenta da costruire proprio in territorio curtarolese- verrà completato. La conferenza di servizi ha confermato le scorse settimane il contributo della Regione Veneto di un milione di euro, unito ai 250mila della Provincia di Padova e ad altri 250mila della Fondazione Cariparo.

I tempi di realizzazione previsti sono di circa dieci mesi, con partenza a luglio e inaugurazione ufficiale a giugno 2017. Intanto gioisce l’amministrazione comunale di Curtarolo, che aveva fatto pressione per i finanziamenti assieme alle vicine municipalità di Campo San Martino, di Campodoro e soprattutto di Piazzola sul Brenta, nonché con le categorie economiche tutte riunite nell’Intesa Programmatica d’Area (Ipa).

“Dopo il completamento nel 2013 del tratto padovano del percorso ciclopedonale (32 chilometri in totale), avremo finalmente il ponte –ha detto il sindaco Fernando Zaramella in occasione della presentazione ufficiale-. Quanto fatto nell’ex ferrovia militare a beneficio di chi si sposta in bicicletta e a piedi è stato più che un recupero, ha segnato nel tempo un vero e proprio cambiamento culturale nella popolazione che ne ha capito l’importanza e le opportunità”. Di fatto la nuova passerella permetterà di continuare il transito lungo il tracciato originario, senza cioè dover passare per l’altro ponte situato lungo la strada Desman, quello della Vittoria nella confinante Campo San Martino, con i relativi rischi dovuti al traffico pesante che transita per di là.

Quanto alle caratteristiche tecniche, la nuova opera misurerà ben 127 metri e si appoggerà sulla pila esistente (l’unico manufatto rimasto praticamente intatto dopo il bombardamento americano, avvenuto nella seconda guerra mondiale); due pennoni in prossimità delle sponde del fiume caratterizzeranno la sua struttura una volta terminato. In precedenza c’era stata la proposta di insediare un ponte bailey in travi d’acciaio, utilizzato spesso in passato dall’ingegneria militare, poi accantonata perché avrebbe comportato costi ben maggiori. Tant’è. Ora i pensieri sono tutti per l’intervento in corso, nella speranza che si vada avanti anche nelle altre province come nel Vicentino.

Roberto Turetta

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