Regione, aperta la caccia alle nutrie

nutrieE’ ufficialmente aperta la caccia alle nutrie. Dopo i tentativi di contenere la proliferazione del roditore, la Regione ha finalmente deciso di porre fine alla questione. Martedì prossimo, 17 maggio, sarà il giorno del giudizio: verrà autorizzato il loro sterminio sistematico, senza limiti di tempo né di spazio.

Della legge, che ha raccolto un’ampia maggioranza in Consiglio regionale, se ne è discusso ieri sera. Sui contenuti sostanziali, non si discute: la specie va eradicata. Sono stati dei piccoli emendamenti a posticipare la discussione finale a martedì prossimo.

Il perché di questa scelta drastica è ben noto: rischio idraulico, danni alle colture e cedimenti degli argini fluviali. Tutte conseguenze dirette della presenza delle nutrie, che, costruendo le loro tane nei pressi dei corsi d’acqua, contribuiscono all’erosione dei terreni. Inoltre, cibandosi della flora fluviale, le nutrie alterano il già fragile ecosistema che caratterizza la nostra idrografia superficiale. I Consorzi di bonifica delle aree di Padova, Venezia e Rovigo, le province più colpite dal fenomeno, avevano più volte fatto sentire la loro voce, alla quale la Regione aveva inizialmente risposto con misure di contenimento, poi miseramente fallite. Considerata la gravità della situazione, si è richiesta una risposta più drastica.

Ma chi e come si occuperà direttamente del “genocidio” del roditore? Principalmente, la polizia provinciale e i guardiacaccia, ma la caccia è aperta, previo superamento di un corso di addestramento organizzato dalle Province, anche ai cacciatori e ai coltivatori in possesso di un porto d’armi. Verranno impiegate armi da fuoco, trappole, sostanze chimiche e veleni.

Non esiste un limite di tempo per la caccia, durerà per tutto l’anno, sia di giorno che di notte. La legge prevede inoltre rimborsi spesa e incentivi a chi porterà le carcasse animali nei centri di raccolta per lo smaltimento finale.

 

Fonte: Nuova Venezia 

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