Rovigo, 370 profughi ospitati in provincia

profughiAnche Rovigo e il Polesine, come il Veneto, devono fare i conti con il continuo arrivo sulle coste italiane di centinaia, a volte migliaia, di profughi in fuga dalle guerre e dalla miseria dei Paesi d’origine.

La “Terra tra i due fiumi” che nei decenni passati ha visto partire in massa i propri cittadini per cercare fortuna altrove (nel migliore dei casi fuori regione se non addirittura all’estero), è oggi “dall’altra parte della barricata”. E così, come tutte le province italiane, è chiamata a ospitare una quota di migranti stranieri che giungono in Italia e che sono costretti a rimanervi in attesa che venga accolta la richiesta d’asilo o che venga loro riconosciuto lo status di rifugiato. Il numero di persone che ogni regione può ospitare è deciso dal Ministero dell’Interno che lo calcola sulla base del numero di abitanti e per il Veneto questa cifra, intorno alla metà di aprile, è passata da 8.377 a 9.334, ovvero 957 persone in più.

La ripartizione per singola provincia prevede che il Polesine ne accolga il 6%, ovvero 57.

Un numero esiguo se si pensa che sarà “spalmato” nelle varie strutture del territorio che risultano accreditate presso la Prefettura, la quale ha indetto un apposito bando da 4,9 milioni di euro per l’accoglienza nel periodo aprile – dicembre 2016.

In totale, i posti messi a disposizione per i richiedenti asilo dalle strutture polesane sono 516 (e il bando milionario si riferisce a questa cifra). Ma la provincia di Rovigo non ha mai raggiunto, o tanto meno superato, questo tetto. Neanche quando gli sbarchi lungo le coste italiane hanno toccato cifre da “emergenza”.

Attualmente i richiedenti asilo in Polesine sono 370, ben al di sotto, dunque, della “capienza” massima disponibile, anche aggiungendo le 57 persone in più stabilite dal Ministero.

Elisa Barion

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