Rovigo, il sottopasso mai aperto in preda al degrado

Schermata 2016-05-25 alle 10.58.27Avrebbe dovuto permettere a pedoni e ciclisti di attraversare in tutta sicurezza la trafficata tangenziale, in un progetto più ampio di collegamento tra il centro, la cittadella sociosanitaria e via Capitello, nella frazione di Sarzano: nei fatti, la pista ciclabile che si snoda da largo Tre Martiri in direzione del nosocomio è parziale e monca, terminando in aperta campagna mentre il sottopassaggio, completato nel 2009, è chiuso. Nell’estate del 2010, inoltre, l’amministrazione comunale ha sospeso i lavori già iniziati scegliendo di dirottare parte dei fondi stanziati per riqualificare la piazza di Borsea.

Il consigliere Mattia Milan della lista civica Menon ha chiesto lumi a questo proposito all’assessorato competente di Palazzo Nodari con un’interrogazione a risposta scritta: non è possibile, insomma, che da 7 anni quella che doveva essere un’opera pubblica da completare in tempi rapidi non solo non sia utilizzabile ma anche in uno stato di grave abbandono e incuria. “A prima vista sembra un tracciato completo – sostiene Milan – quindi dovrebbe mancare solo il taglio del nastro. Invece è sigillato, nessuno può usufruirne. La situazione è questa da almeno cinque anni. Ritengo sia inaudito – prosegue il consigliere – aggiungere alle opere promesse anche la lista delle opere incompiute. La politica deve uscire dai palazzi e iniziare a guardarsi intorno: il territorio chiama”.

Dal canto suo ha alzato le mani l’assessore ai Lavori Pubblici, Gianni Antonio Saccardin: il Comune non sarebbe in alcun modo responsabile della mancata apertura del sottopassaggio di via Maffei. “Lo scorso gennaio il responsabile di Veneto Strade Silvano Vernizzi nella sede di Mestre ha assicurato a me e al sindaco Massimo Bergamin che la situazione della mancata apertura del sottopasso verrà al più presto affrontata. I nostri tecnici, tra l’altro, nel corso del sopralluogo effettuato a fine 2015, hanno individuato una serie di lavori da completare”. Per quanto riguarda la ciclabile, invece, palazzo Nodari deve rapportarsi al Consorzio di bonifica dal momento che il tracciato costeggerà l’argine di un canale. Il nodo da sciogliere è quello relativo alle spese di manutenzione che dovrebbero essere a carico dell’amministrazione, secondo quanto richiesto dalla Bonifica in una proposta di convenzione che l’assessorato ai Lavori pubblici sta studiando in dettaglio: ma si sa, in un momento di magra come questo per le casse comunali, reperire nuove risorse non è facile. 

Elisa Dall’Aglio

Lascia un commento