Rovigo, secondo appuntamento con il Progetto Icaro

Dopo la mostra Labirinto Armonico di Annamaria Moro al Museo dei Grandi Fiumi,  il progetto ICARo si sposta in piazza Merlin e sceglie di dialogare con la fontana di Piazza Roma e con Porta San Bortolo, per mezzo delle installazioni site specific realizzate dalle giovani artiste Caterina Sega e Federica Cavallin.

Sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell’ambito del bando Culturalmente, ICARo vuole focalizzare l’attenzione della popolazione locale “su una Rovigo nascosta o poco valorizzata – spiega la curatrice Melania Ruggini- come in questi due casi in cui le artiste si sono confrontate con uno scorcio storico e urbano molto particolare, per mettere in connessione due importanti architetture dello skyline rodigino, a cui il nostro sguardo è abituato distrattamente a percepire ma che necessitavano di una nuova valorizzazione creativa”.

Per l’occasione le due giovani artiste under 35 si sono messe in gioco studiando attentamente questo particolare angolo della città, la sua storia e la morfologia, portando la loro espressione artistica ad interagire con il tessuto urbano di riferimento, facendo emergere nuove connessioni e metafore artistiche.

Fontana di Piazza Roma “Clematis” di Caterina Sega

Clematis è un’installazione posta all’interno della fontana di Piazza Roma nel centro di Rovigo, creata appositivamente per il progetto Icaro.
L’opera è composta da sette elementi a forma di boccioli di Clematis, una pianta rampicante dai fiori semplici, che da sempre affascina l’artista per la sua notevole capacità di espandersi e adattarsi in ogni ambiente. “Il mio obbiettivo – spiega Caterina – è creare un’opera che come questa pianta si adatti al contesto e si armonizzi in modo lieve agli elementi che la circondano”.
I boccioli sono uniti tra loro da dei gambi, che imitano nella forma gli archi dei getti d’acqua che fuoriescono dalla fontana, mantenendo così intatto il ritmo e le armonie già presenti in questo spazio, senza stravolgerle né bloccarle, amplificandone la percezione. Come materiali, Caterina Sega ha usato semplici rami di nocciolo intrecciati, un materiale naturale, che si integra dolcemente all’inteno del contesto della Piazza già contornata da alberi piante e fiori. Inoltre la particolare elasticità e resistenza di questo materiale le ha permesso di realizzare forme rotondeggianti e morbide.

 

Porta San Bortolo “Un martin pescatore volteggia s’una reliquia di vita” di Federica Cavallin

 

Già dal titolo dell’opera, ripreso da un verso di Montale, si può evincere il significato di questa scultura. Un martin pescatore, tipico uccello di palude, che solitamente nidifica sugli argini, si è posato simbolicamente su una delle antiche porte della città, ora stretta tra eclettici edifici, intrisa dii storia e ricoperta di muschi,

Questo animale simboleggia la vita naturale che popolava le originarie mura di Rovigo, quando intorno tutto era silenzio, quiete e palude.

Secondo l’artista trentina “Interessante è stato confrontarsi con la storia locale, per farla dialogare con il presente. Il martin pescatore non sarebbe mai potuto arrivare in città se non attraverso l’arte, in quanto ormai si trova solo in campagna. Ho deciso di rendere omaggio alla vitalità del passato, quando l’uomo era profondamente legato alla natura, valore in cui credo profondamente”.

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