Rovigo, zero risorse dal Comune per il centro antiviolenza

INAUGURATO LO SPORTELLO DI ASCOLTO PER LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA DOMESTICA  PRESSO LA FONDAZIONE IRCCS POLICLINICO MANGIAGALLI (Agenzia: EMMEVI)  (NomeArchivio: VIOLEd5z.JPG)

È stato fondato una decina di anni fa dall’allora assessore alle Pari opportunità Giovanna Pineda e, in pochi anni, è diventato un servizio insostituibile per le donne vittime di violenza e abusi che, in numero sempre maggiore, si sono rivolte agli operatori per avere un supporto nell’affrontare situazioni di disagio familiare drammatiche e che, spesso, coinvolgono anche dei minori. Quest’anno, però, per la prima volta il centro antiviolenza di Rovigo, diventato nel frattempo il capofila di una rete di centri simili a livello provinciale, ha dovuto fare i conti con zero risorse.

Già, perché è proprio questa la somma destinata al centro antiviolenza secondo le cifre del bilancio di previsione predisposto dall’amministrazione Bergamin.

Uno zero che ha fatto infuriare gran parte dell’opposizione in consiglio comunale, la quale ha censurato senza mezzi termini la scelta della giunta tanto più considerando che proprio l’opposizione, in primis la capogruppo del Pd Nadia Romeo, aveva presentato un emendamento al bilancio per destinare 10mila euro al servizio antiviolenza (che comprende anche una casa rifugio in cui vengono sistemate le donne che decidono di sottrarsi agli abusi domestici).

L’emendamento è stato però bocciato in aula e, proprio per questo, Romeo è arrivata a definire quella della giunta e della maggioranza “una scelta vergognosa”.

Dal canto suo, la giunta, in compenso, si affida ai fondi regionali tant’è che, nella manovra di previsione, ha stimato di destinare 10mila euro provenienti da Venezia al servizio antiviolenza e altri 16mila per la casa rifugio. Inoltre, ha chiesto un aiuto alla Fondazione Cariparo che già negli anni scorsi aveva sostenuto il servizio.

Elisa Barion

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