Deltarte: Tony Gallo in mostra al Museo della Bonifica

toni galloIl terzo appuntamento di DeltArte ha come fulcro il Museo della Bonifica di Ca’ Vendramin dove è in corso la mostra «Pensavo di poter volare» di Tony Gallo, giovane artista padovano che ha alle spalle importanti collaborazioni con gallerie ed istituzioni pubbliche. Dato che la IV edizione del festival accende i riflettori sulla street art, la curatrice Melania Ruggini ha scelto proprio un giovane street artist attualmente sulla cresta dell’onda, dato che recentemente Tony Gallo ha risanato e rivitalizzato molte zone di Conegliano, Bassano, Padova con le sue opere di street art.

In questa mostra allestita nella Sala degli attrezzi del Museo della Bonifica di Ca’ Vendramin si rincorrono personaggi stilizzati dall’espressione a tratti perplessa, a tratti sognante, comunque sospesi in una fissità segretamente espressiva, per raccontare allo spettatore gli stati d’animo propri dell’artista, che coincidono con l’umanità.  Ed è proprio di fronte ai suoi personaggi così raccolti, silenziosi e assorti, eppure così potenti, che si percepisce il desiderio ancestrale delluomo di poter volare. 

Su sfondi puliti, sequenze di sognanti o trasognati alter ego sono riprese in posizioni diverse e atteggiamenti diversi, ma sempre accompagnate in modo esiziale a dei palloncini che limpidamente rimandano allo spettatore la visione poetica ed essenziale della necessità umana di inseguire la libertà, intesa come libertà di agire, di vivere, di gioire. Nelle sue opere Tony Gallo sa coniugare con eleganza la graffiante e decisa gestualità tipica della street art con l’occhio levigato di una pop art non ingenua, che ben conosce l’arte di recuperare e sublimare in icone pop gli oggetti, gli sguardi, le posture della nostra immensa banalità.

Tony Gallo è un artista completo: basti osservare la studiata lentezza con cui aggredisce il supporto con le bombolette, che parlano il linguaggio del mordi e fuggi, dell’incursione, dello sfregio estetizzante. A ciò si unisce la precisione che è propria del pittore di studio, lo sguardo socchiuso dell’impressionista en plein air, l’acribia del perfezionista e perfino il gusto un po’ barocco del ritocco.

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