Piove di Sacco e accoglienza dei migranti, scoppia il caso del bando

recaldinEsplode la polemica in consiglio comunale, a causa di un bando relativo all’assegnazione dei servizi di accoglienza dei migranti. Secondo i consiglieri di minoranza della Lega Nord, Andrea Recaldin e Antonio Zorzi, le modalità del bando sarebbero state poco trasparenti e sospette, ragion per cui è stato tempestivamente presentato un esposto all’Autorità Nazionale Anticorruzione. La situazione, va da sé, è delicatissima, soprattutto per la cifra di cui si parla, pari a 1 milione 400 mila euro destinati alla cooperativa vincitrice, suddivisi in due anni. Ci tengono a precisare i consiglieri che i dubbi non sono sorti nei confronti cooperativa che si sarebbe aggiudicata il bando, quanto sulle modalità, sulle tempistiche e sulla pubblicazione del suddetto, che non avrebbe rispettato i termini previsti dalla legge.
Trattandosi di una cifra esosa, l’Amministrazione “avrebbe dovuto dare maggiore evidenza della procedura sia in ambito nazionale che sovranazionale, mentre invece si è limitata ad effettuare la pubblicazione sul proprio profilo”, si legge nell’esposto. Secondo la legge, infatti, la pubblicazione del bando sul solo profilo del committente sarebbe concessa, ma solo in casi particolari e con un importo che non superi i 209mila euro.
Nel caso di Piove di Sacco, si sta parlando di un affidamento che supera di oltre 5 volte la soglia comunitaria per gli appalti di servizi, con modalità che avrebbero quindi precluso a molte realtà la possibilità di concorrere al bando. Anche le tempistiche sono state di fatto messe in croce, perché il tempo assegnato per la presentazione di un progetto sarebbe stato di soli 12 giorni, quando il termine minimo di pubblicazione è di 52. Il risultato avrebbe quindi influito sulla risposta del mercato che ha visto la presentazione di una sola offerta.
“Trattandosi di un bando cofinanziato da risorse centrali e locali – riferisce l’esposto -, si ritiene che la procedura avrebbe dovuto avere un’apertura maggiore al mercato, mentre invece vi è stata una ingiustificata (e neppure motivata) chiusura da parte del Comune di Piove di Sacco che ha certamente penalizzato la ricezione di altre offerte”.
“Quando si fa una gara pubblica al di sopra un certo importo – commenta a caldo il consigliere Andrea Recaldin – bisogna darne grande evidenza. A Piove di Sacco ci si è limitati a divulgare il bando sul sito, non è stata fatta una pubblicità adeguata al valore della gara, eliminando di fatto qualsiasi concorrenza e di conseguenza la possibilità di un’asta al ribasso, più vantaggiosa per il comune. Abbiamo segnalato la vicenda all’Anac (Autorità Nazionale Anti Corruzione), che dovrebbe aver già preso in esame la nostra richiesta, considerato che si tratta di un fatto singolare e molto grave. In un paese come Piove di Sacco, senza entrare nel merito dell’accoglienza dei profughi, perché non è questo il tema, ma il metodo adottato nella divulgazione del bando, questo bando ha una forte risonanza. Per cui, se fosse comprovato che non è stato fatto secondo i termini si rischia l’annullamento, con una ripercussione molto pesante su tutti gli enti e gli utenti coinvolti”.
Marta Tudisco

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