Ca’ di Mezzo, escursione nell’Oasi

oasi ca' di mezzo 2Continuano le aperture domenicali al mattino (dalle 9.30 alle 12.00) e al pomeriggio (dalle 15.00 alle 18.30) nell’oasi naturalistica della saccisica. Riteniamo importante per chi volesse farne visita, far conoscere la funzione di quest’area e sottolineare da chi è gestita.
L’area è gestita completamente da Legambiente, circolo “Arca di Noè” di Piove Di Sacco con presidente Nadia Tessaro, e assieme al loro Centro di Educazione Ambientale (CEA) perseguono l’obiettivo di favorire la conoscenza delle risorse del territorio.
La referente del CEA Federica Cattaneo, si occupa in particolare di tutto ciò che riguarda una di queste risorse, ovvero dell’oasi Ca’ Di mezzo, area palustre situata nel comune di Codevigo al confine con il comune di Chioggia.
Com’è nata quest’area e qual è il suo scopo?
“L’area si estende per circa 30 ettari, è stata progettata e realizzata dal Consorzio di Bonifica Adige Euganeo, attraverso il finanaziamento della Regione Veneto e in collaborazione con l’Università di Padova nel lontano 1997, con lo scopo di ridurre i carichi inquinanti veicolati dal bacino scolante alla Laguna di Venezia. Quest’ultima è un ecosistema che ha avuto origine 6000 anni fa. Il problema dell’inquinamento idrico è particolarmente acuto, è noto infatti, che la laguna raccoglie acque di scarico sia di origine industriale, di origine agicola e urbana e questo ha portato al deterioramento delle condizioni della qualità delle acque lagunari, e dell’accumulo di inquinanti nei sedimenti lagunari, oltre a danneggiare l’equilibrio dell’ecosistema. Quindi per la salvaguardia della Laguna di Venezia sono state messe a punto delle strategie di intervento e prevenzione per poter ridurre le fonti inquinanti. L’oasi Ca’ di Mezzo rientra in uno di questi interventi con la tecnica della Fitodepurazione. In seguito, con l’inserimento di molte specie vegetali autoctone, arbusti ed alberi, è diventata un oasi naturalistica di grande pregio.”
Ci puoi spiegare nel dettaglio cosa significa “fitodepurazione”?
“La Fitodepurazione è un sistema di depurazione naturale delle acque reflue, tipico degli ambienti acquatici e delle zone umide naturali. Le piante hanno il ruolo fondamentale di creare un habitat idoneo alla crescita della flora batterica, e di microalghe che poi saranno i veri protagonisti della depurazione biologica. I processi biologici sono quelli che riguardano la vegetazione artificialmente introdotta, in particolare troviamo molto diffusa la Phragmites Australis (o canna  di palude) che insieme al resto della vegetazione assorbe gli inquinanti disciolti nelle acque come nutrienti, e vengono poi trasformati dalla flora batterica in composti innocui. L’oasi è arrivata a completa maturazione nel 2006, è stata la prima area umida realizzata in Italia e gli studi eseguiti per questo impianto da parte di ricercatori nazionali e internazionali hanno permesso l’importante sviluppo della fitodepurazione in Italia.”
Oltre ad avere un ruolo di depurazione, è diventata anche un percorso didattico aperto a tutti, ci spieghi in cosa consiste?
“L’area è stata realizzata secondo il principio della multifunzionalità, ovvero non solo per la fitodepurazione delle acque, ma ad oggi si può dire che è divenuto un’ecosistema palustre di elevatissimo valore ambientale, un importante laboratorio didattico per studenti di tutte le età e un’opera fruibile al pubblico tramite visite guidate con dei percorsi speciali realizzati appositamente per disabili e ipovedenti.
Info a ceapiove@libero.it oppure consultare la pagina facebook Legambiente Piove di Sacco”
F. Trivellato

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