Chioggia, ieri il confronto Casson-Ferro: candidati all’attacco

2   Un confronto serrato, a tratti molto animato, sui temi chiave per la città. Giuseppe Casson e Alessandro Ferro, i due sfidanti al ballottaggio di domenica, si sono affrontati ieri in un confronto elettorale sotto le stelle organizzato dalla redazione della Piazza.

Casson è sostenuto da Lega Nord,Lista Civica – Popolari e Riformisti,Lista Civica – 100% Chioggia, Lista Civica – Chioggia è Libera; Ferro è il candidato del Movimento Cinque Stelle.

Il direttore Germana Urbani ha sollecitato i due candidati sul futuro della città e non sono mancanti i momenti di scontro.4

“C’è bisogno di un cambiamento – ha esordito Ferro – e la nostra campagna elettorale ha dimostrato che sappiamo gestire risorse limitate con grandi risultati. Abbiamo raggiunto a Chioggia un risultato storico. Figuriamoci cosa potremmo fare con le risorse del Comune di Chioggia. Il Movimento cinque Stelle ha dimostrato a tutti i lvelli, dal nazionale al regionale al locale, di essere credibile e coerente”.

“La città non va condannata a un eterno nuovo inizio – ha attaccato invece Casson, ringraziando i suoi elettori -. Io rappresento la certezza di realizzare progetti concreti sin da subito, perchè il lavoro fatto non deve essere vano. La nostra città è caratterizzata da una complessità affascinante: pesca, turismo, porto, agricoltura, legge speciale sono elementi centrali per Chioggia, che vanno gestiti”.

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Quale ruolo per la città metropolitan? “La  città metropolitana di Venezia è un caso unico e ha caratteristiche originali. Per questo deve essere policentrica e Chioggia deve esserne un centro, ad esempio attraverso il mercato ittico e ortofrutticolo, di cui Chioggia deve mantenere la leadership”. Per Ferro “la città metropolitana rappresenta un’opportunità ma lascia anche aperte tante perplessità. Si dovrebbe eleggere direttamente il sindaco dell’ente”.

Quindi sul rilancio dell’economia. Per Ferro bisogna sostenere l’economia soprattutto spingendo l’edilizia. E Casson torna all’attacco: “Ferro non conosce il bilancio del comune. Io preferisco parlare di cose fatte e che conosco bene”.

“Garantiremo centralità al turismo – riprende Casson -, il nostro lavoro fatto merita di essere lasciato proseguire. Per Ferro invece “il turismo va rilanciato con forme alternative, come concerti e mostre d’arte, invece i teatri chiudono e cadono in pezzi. La tassa di soggiorno dovrebbe essere impiegata per rilanciare il turismo di Chioggia, mentre ora non si sa dove vanno questi proventi”.

Dopo il punto su trasporti e sanità, arriva il momento dell’appello al voto. Ferro: “Io vengo dal mondo dei cantieri, dove bisogna sempre dare una risposta con i fatti, senza giri di parole. A Casson dico: meglio condannare la città a un nuovo inizio, come dice lui, che lasciarla morire con questa amministrazione!”. Dal canto suo Casson mette in chiaro: “Con Ferro prevarrebbe la logica del no e la logica del sospetto, che ci fa perdere importanti opportunità. Io sono per la logica del Sì per questa città”. E aggiunge: “Nessuno metta in discussione mia onestà!”1

 

 

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