Da Porto Viro in bici fino a San Giovanni Rotondo

ciclisti3Nuova avventura per i due ciclisti portoviresi Giuliano Ferro e Paolo Finessi, che già l’anno scorso avevano intrapreso un viaggio a Medjugorje in sella alle loro bici. Quest’anno, dall’11 al 23 aprile, hanno percorso 1280 chilometri fino a San Giovanni Rotondo, il paese di Padre Pio in Puglia. Da lì poi, si sono spostati a Monte Sant’Angelo, luogo dove è avvenuta l’apparizione dell’arcangelo Michele al santo di Pietrelcina, e a Santa Maria di Leuca, il cosiddetto “tacco” dell’Italia.
Hanno attraversato gran parte della penisola in nove tappe impegnative di circa 150 chilometri al giorno tranne la più breve di “soli” 80 chilometri, servendosi sempre di piste ciclabili a eccezione del tratto emiliano che va da Porto Garibaldi a Ravenna, in cui hanno dovuto affrontare la statale Romea.
Per i pernottamenti hanno scelto diversi bed & breakfast o bungalow trovati lungo il loro itinerario tra Emilia, Abruzzo, Marche, Molise e Puglia. A 30 chilometri da Lecce, nel paese di Maglie, sono stati ospiti di una masseria attrezzata per i ciclisti. L’unico piccolo inconveniente a una bici è avvenuto a San Foca in Salento, per via di una vite del cambio, problema comunque risolto con l’aiuto di una ragazza del luogo che si è prodigata a procurare il necessario per la riparazione. Per il ritorno hanno risalito la costa lungo la tratta Lecce – Rimini caricando le bici smontate in treno, e poi ancora in sella fino a casa. I due sportivi non sono nuovi a questo tipo di avventure: entrambi anche appassionati podisti sono spesso impegnati nelle attività organizzate in città, come ad esempio la corsa podistica di agosto “Assieme a Franco e Luciano” organizzata dal comitato “Amici della corsa”, che quest’anno si terrà il giorno 13 agosto. Il solo Finessi poi, due anni fa, aveva compiuto un altro pellegrinaggio in bici a Santiago di Compostela, nel nord della Spagna; di sicuro quindi i due amici non si fermeranno, dal momento che stanno già programmando altre esperienze per gli anni a venire.                  Fabio Pregnolato

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