Distanze fra edifici: il principio della prevenzione

wpid-295_distanzaedifici-620x360In questo nuovo appuntamento, voglio trattare la questione delle distanze fra edifici, ed in particolare segnalare l’interessante e recente pronuncia della Suprema Corte Sezioni Unite 19 maggio 2016, n. 10318 sul principio della prevenzione in tema di distanze fra edifici.

Il tema delle distanze legali, è abbastanza controverso in ragione sia delle diverse fonti che regolano la materia, atteso che l’art. 873 c.c. che in tema di “distanze nelle costruzioni” dispone che “Le costruzioni su fondi finitimi, se non sono unite o aderenti, devono essere tenute a distanza non minore di tre metri. Nei regolamenti locali può essere stabilita una distanza maggiore”, va integrato con i regolamenti comunali dallo stesso richiamati, a cui si aggiunge anche l’art. 41-quinquies L. 1150/1942 e ss. mod. che in materia di distanze richiama il art. 9. D. M. 1968, n. 1444/1968 con cui si impone ai comuni di adottare dei regolamenti conformi alle distanze previste nel medesimo decreto ministeriale. Il problema che si pone in materia, non è però solo di individuazione delle norme applicabili, ma investe anche il modo attraverso il quale calcolare le suddette distanze, ovvero edificio – edificio, oppure edificio – confine, atteso che tale scelta, valutata anche nell’ottica dell’applicazione della prevenzione ( secondo cui chi costruisce per primo – anche fino al confine dei fondi- pone un punto fisso da cui il vicino deve calcolare la distanza per la propria costruzione) che incide in maniera notevole sul gravare del vincolo delle distanza in capo ad uno solo o, ad entrambi, i confinanti.

La Suprema Corte a Sezioni Unite con la sentenza sopra richiamata, ha risolto il contrasto esistente in materia affermando che “le norme dei regolamenti edilizi che fissano le distanze tra le costruzioni in misura diversa da quelle stabilite dal codice civile, in virtù del rinvio contenuto nell’art. 873 c.c., hanno portata integrativa delle disposizioni dettate in materia dal codice civile da intendersi estesa all’intero impianto di regole e principi dallo stesso dettato per disciplinare la materia, compreso il meccanismo della prevenzione, facendo si che ove un regolamento locale si limiti a stabilire una distanza tra le costruzioni superiore a quella prevista dal codice civile, senza imporre un distacco minimo delle costruzioni dal confine, non incide sul principio della prevenzione” che dovrà, pertanto, essere in ogni caso applicato.

Alla luce di ciò pertanto, non si preclude, quindi, al preveniente (ovvero a ci costruisce per primo) la possibilità di costruire sul confine o a distanza dal confine inferiore alla metà di quella prescritta tra le costruzioni, né al prevenuto (chi costruisce successivamente) la corrispondente facoltà di costruire in appoggio o in aderenza, in presenza dei presupposti previsti dagli artt. 874, 875 e 877 cod.civ.

 

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