Elezioni a Chioggia, Casson: “Al ballottaggio con il nosto progetto concreto”

Giuseppe Casson
Giuseppe Casson

“In questi mesi ho cercato di dialogare con la città – racconta entusiasta Giuseppe Casson commentando il risultato del primo turno elettorale – e di raccontare la mia idea di città ai chioggiotti. C’è stato un crescendo da quando mi sono ricandidato, a marzo, completamente da solo. Dal momento in cui ho presentato la mia candidatura si è avviato un lavoro che mi ha consentito di arrivare a un risultato molto soddisfacente; in quest’ultimo periodo si è intuito un clima positivo e favorevole, che preludeva a un risultato di questa portata”.
Si aspettava un rivale Cinque Stelle?
“C’era il sentore di una sfida a tre per la seconda posizione, i numeri erano molto incerti, poi ha vinto Ferro, che dalla sua ha un brand nazionale, un marchio che ha dimostrato di avere seguito. Credo che, rispetto a un marchio, da parte mia ci sia un progetto di città con proposte di dettaglio molto concrete, su cui vorrei confrontarmi anche con il mio competitore”.
Su quali temi si giocheranno gli ultimi giorni di campagna elettorale?
“Nei prossimi anni si dovrà lavorare per liberare Chioggia dal suo isolamento, quindi i temi più caldi saranno sicuramente legati alla portualità, ma insieme a questo la partita si gioca su temi quali la centralità dei mercati ittico e ortofrutticolo nelle logiche metropolitane e regionali, il turismo, la crocieristica, le opere di compensazione del Mose. Chioggia può e deve essere competitiva a livello internazionale, il passato ce lo dimostra, ci sono tutti i presupposti per farlo e noi continueremo a lavorare perché questo accada”.
I punti di forza della sua candidatura?
“Esperienza e l’intenzione di mantenere una logica di continuità, per garantire che i progetti frutto del lavoro degli ultimi cinque anni vengano realizzati. Chioggia è una realtà molto complessa, e richiede del tempo per poter essere compresa a fondo. I prossimi tre anni hanno un peso specifico molto importante, non possono essere vissuti come uno “stage” per fare esperienza e capire le problematiche della città, bisogna già conoscerle e sapere dove agire”.
 Come intercetterà i voti degli avversari sconfitti?   
“Non ci sarà alcun apparentamento. Innanzi tutto per ragioni di credibilità: non saremmo convincenti se scendessimo a patti con chi finora ha demonizzato la figura del sindaco. Inoltre, le logiche di apparentamento snaturano il progetto originario, cosa che non verrebbe compresa dagli elettori. Credo sia doveroso continuare a presentarsi con un progetto concreto e una squadra coesa e compatta. Il mio lavoro sarà continuare a parlare con tutti i mondi, anche con chi non mi ha sostenuto, per convincerli a dare fiducia al mio progetto di città”.
 Si prepara al secondo mandato, quindi?           
“Sono molto cauto su certe affermazioni, penso che adesso ripartiamo dallo 0 a 0. Il ballottaggio è una partita completamente nuova, tutta da giocare e con mille incognite. Ogni voto deve essere conquistato con fatica. Sarà tutt’altro che semplice, ma sono fiducioso che la mia idea di città possa essere compresa dai miei concittadini”.

Marta Tudisco

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