Fusione Mediobrenta, no del sindaco di Curtarolo

curtaroloDa compatti all’interno dell’Unione dei Comuni del Mediobrenta a fusi in un unico comune? Se concretizzata l’idea si collocherebbe in linea con tanti processi analoghi già avvenuti nella nostra Regione. Il primo a smentirla è tuttavia proprio il sindaco di Curtarolo Fernando Zaramella, presidente in carica della stessa Unione da gennaio di quest’anno: “Non è un obiettivo percorribile, non ha neppure senso qui da noi; molte fusioni sono avvenute nel Bellunese viste le dimensioni ridotte degli enti locali. Piuttosto è importante continuare a crescere come Unione, sia nel numero di enti aderenti che di funzioni messe assieme. Questo per avere maggior peso nella richiesta di contributi. E in virtù del fatto che sono stati compiuti sforzi politici enormi per arrivare a una vera integrazione politica-amministrativa”.

L’entrata ufficiale di Curtarolo nel Mediobrenta avvenne l’1 gennaio 2015, dopo la recessione da un’altra unione, quella di Padova Nordovest: i dissapori continui in seguito ai cambiamenti amministrativi con le altre municipalità avevano reso molto difficile un lavoro congiunto e alla fine ci fu la recessione. A favore di nuovi legami con Vigodarzere e Cadoneghe, entrambe di centrosinistra come l’amministrazione curtarolese (anche se Vigodarzere va al voto il prossimo giugno, con la possibilità di nuovi scenari). Attualmente gestiscono assieme diverse funzioni: dai servizi scolastici alla polizia locale, dalla ragioneria all’ufficio del personale, fino ai sistemi informatici e ai lavori pubblici. Una realtà che però non convince l’opposizione curtarolese di centrodestra e Lega, Il Popolo di Curtarolo.

“Non vedo questi progressi –accusa il capogruppo Andrea Ostellari- alla fine i vigili, una delle questioni più importanti, sono poco presenti nel nostro territorio comunale”. Come Zaramella, tuttavia, allontana l’ipotesi della fusione. “Piuttosto sarebbe stata opportuna con Campo San Martino. Un po’ per la continuità territoriale. Un po’ per la necessità di venire incontro ad aziende con stabilimenti al confine tra i due comuni, viste le differenze nei regolamenti che grattacapi all’attività d’impresa”.

Roberto Turetta

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