Il redditometro, ovvero: ho paura del Fisco

Redditometro-studiorussogiuseppeIl redditometro è uno dei più importanti strumenti di controllo dell’evasione fiscale degli ultimi anni: pur esistendo da decenni se ne è parlato molto recentemente a seguito di profonde modifiche nella normativa ed ha ingenerato nelle persone l’impressione che ogni tipo di acquisto di beni attiri l’attenzione del Fisco. Il concetto di base è piuttosto semplice: nessuno può spendere di più di ciò che guadagna. Il redditometro è dunque un sistema di calcolo della “spesa” che una famiglia pone in essere, cioè un controllo a partire dal tenore di vita, che viene confrontato con il reddito dichiarato.

Qualora lo scostamento fra il reddito desumibile dal complesso delle spese poste in essere ed il reddito dichiarato superi il 20% può scattare l’accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, che inizierà con un invito a presentarsi e a confrontarsi sui dati in possesso dell’ufficio. Il reddito complessivo è dato dalla somma algebrica tra le spese “certe” sostenute dal contribuente o dai familiari fiscalmente a carico e le spese c.d. per “elementi certi” come casa o auto del contribuente o dei familiari a carico, cioè gli esborsi che da questi beni derivano. Per gli elementi di cui il fisco ha modo di verificare il sostenimento del costo viene calcolato il costo effettivo (es. spese per assicurazioni, mutui, acquisti di case, assicurazioni, etc), mentre per altre tipologie di spesa si fa riferimento a valori desunti sulla base degli indici ISTAT (esempio principale è la spesa per generi alimentari delle famiglie).

A seguito di intervento del Garante della Privacy è stato invece escluso l’uso della media ISTAT che non sia ancorata ad un bene posseduto (ad es. il fisco non può ipotizzare che “in media” ogni famiglia faccia spesa per elettrodomestici o mobili di arredamento ogni anno; ma può calcolare col sistema ISTAT quanto si spende per l’alimentazione). Sono interessate al redditometro le persone fisiche, quindi non solo imprenditori o artigiani ma anche dipendenti e pensionati. Con un messaggio 20.1.2013 il Direttore dell’Agenzia delle Entrate aveva promesso che i controlli non si sarebbero comunque incentrati sugli scostamenti minimi dei pensionati. Il contribuente sarà chiamato a dimostrare che le spese sono state effettuate con denari già a disposizione (es. somme accantonate sui conti correnti) o con proventi esenti (es. disinvestimenti). Il consiglio è dunque di abituarsi a tracciare i propri incassi e le proprie spese.

Avv. Stefania Martin
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