Mira, Navalmeccanica chiude i battenti e licenzia gli ultimi operai

navalmeccanicaSi chiude nel peggiore dei modi una vicenda che proseguiva da 5 anni. La storica azienda del settore della cantieristica navale con sede a Gambarare in via Maestri del Lavoro, ha chiuso definitivamente i battenti e ha licenziato gli ultimi operai rimasti. Si è chiuso così con il licenziamento degli operai anche l’ultimo spiraglio per una soluzione positiva della vicenda, quando pareva che negli ultimi mesi, un’altra azienda dello stesso settore potesse rilevarla. L’azienda della cantieristica mirese ha portato i lavoratori nel giro di 4 anni da 55 a 5.

Nei mesi scorsi anche la Tecnoyacht, l’azienda che aveva preso in affitto un ramo d’azienda, aveva rinunciato a continuare l’attività, riconsegnando di fatto le chiavi in mano al Tribunale di Venezia che gestiva la procedura concorsuale per la liquidazione dell’attività. “Avevamo sperato che con una azienda di Fusina – spiegano gli operai licenziati – potessimo ripartire. Invece questo dilungarsi dei tempi era funzionale solo a chiudere l’attività. Abbiamo l’impressione che tutto questo tempo sia solo servito a sbrogliare a livello amministrativo alcuni problemi”. Navalmeccanica si trovava in via Maestri del Lavoro a Gambarare da circa 30 anni, e fino a 5 anni fa non aveva mai conosciuto problemi. Aveva alle sue dipendenze decine fra impiegati ed operai. Era un cantiere navale altamente qualificato, in grado di realizzare piccole e medie imbarcazioni in acciaio e lega di alluminio 5083. La situazione è andata di male in peggio.

Con l’accordo del 2012 con la Tecnoyacht, una azienda del trevigiano, si erano assunti 17 dei 34 dipendenti. Dopo 2 anni le cose hanno cominciato ad andare male anche per questa azienda, tanto che ha tagliato ancora personale. Dopo la riconsegna dell’affitto del ramo d’azienda, la situazione è diventata disperata. Anche le istituzioni come l’ex provincia e il Comune avevano provato a intervenire, ma senza successo come si è visto.

Alessandro Abbadir

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