Monselice, turismo in ripresa all’ombra della Rocca ma “mancano le strutture”

Turismo in ripresa? A giudicare dai dati sembra che anche all’ombra della Rocca ci sia una forte ripresa. Un trend che fa ben sperare per Monselice che si candida a diventare il fulcro della bassa padovana anche in questo settore. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Simonetta Pirredda, coordinatrice del Master in Design dell’Offerta Turistica dell’Università di Padova che si tiene proprio a Monselice.
“Il nostro corso parte dalla progettazione della destinazione fino ad arrivare alla sua valorizzazione – spiega Pirredda – Quest’anno abbiamo anche un modulo sulla commercializzazione del prodotto. In tutto abbiamo ospitato un centinaio di corsisti, molto eterogenei tra loro. Bisogna entrare nell’ottica di investire nella comunicazione: ormai chi vuole fare promozione turistica deve lavorare molto per produrre contenuti di qualità che si distinguano dalla marea di informazioni in cui ci imbattiamo ogni giorno”.
Nel dettaglio la città della Rocca ha registrato lo scorso anno 22.395 arrivi (+ 1,52% rispetto al 2014) e ben 59.591 presenze (+20,96% rispetto al 2014). In termini di presenze sono aumentati non solo gli italiani (+19%) ma anche i turisti stranieri, in particolare tedeschi (+61%), olandesi (+66%), inglesi, americani e francesi. Le Regioni da cui provengono principalmente i turisti italiani sono la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Piemonte, il Friuli Venezia Giulia, la Toscana e il Lazio.
“Quello che forse manca sono le strutture per offrire ricettività perché di fatto “turismo è notti” – ha continuato la coordinatrice del Master – non serve a molto la grande manifestazione se poi non si riesce ad offrire una sistemazione per i turisti, perché in questo modo possono partecipare solo le persone che risiedono in un raggio chilometrico limitato. Gli eventi rappresentano un veicolo importante di marketing turistico. Pensiamo per esempio al cicloturismo: se non offriamo piste ciclabili sempre utilizzabili, punti di ristoro e servizi di assistenza per le bici, è chiaro che nessuno verrà da lontano, trasformando un’opportunità in una scampagnata per i residenti”.
Qual è la ricetta per migliorare ancora quindi?
“La crisi economica dovrebbe suggerire politiche di rete perché da soli non si può pensare di ottenere risultati di un certo tipo e credo serva una strategia di lungo periodo – conclude Simonetta Pirredda – ci vuole insomma volontà politica, altrimenti le realtà del territorio non investono. È riconosciuto che il livello di accoglienza cambia completamente la esperienza di viaggio delle persone e può spingerle a tornare negli stessi luoghi”. Questo è l’anno del Giubileo Straordinario, e l’amministrazione comunale ha puntato molto sulla promozione della cittadina come meta del turismo religioso, soprattutto per il santuario delle sette chiese.

Emanuele Masiero
>twitter: @emanuelemasiero <

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