Pesca di frodo: il bracconaggio che impoverisce le nostre acque

pesca di frodoA riaprire il dibattito è stato un recente reportage andato in onda su Vice on Sky Tg24, registrato in provinvcia di Rovigo, dove le istituzioni stanno iniziando a fare fronte comune. E il problema del bracconaggio ittico è stato anche al centro recentemente del dibattito parlamentare durante il quale non sono mancate le polemiche. “Il bracconaggio ittico esiste davvero? Ha chiesto un parlamentare durante il dibattimento scatenando una dura critica da parte di chi era al lavoro da diversi mesi perché fosse finalmente introdotto il reato penale per la pesca di frodo. Se diversi senatori di centrodestra hanno sostenuto come il reato non costituisca un deterrente efficace alla piaga del bracconaggio ittico che continua a impoverire e sfruttare le nostre acque, il deputato del Pd Diego Crivellari si è battuto invece perché fosse introdotta tale norma.

Soltanto nel mese scorso, sono state diverse le operazioni di repressione alla pesca abusiva sulle acque del Po deltizio messe in atto dalla polizia provinciale: nella golena del Po di Maistra sono stati sequestrati oltre tre chilometri di reti non a norma, liberati due quintali di pesci catturati con strumenti illegali e in un periodo di fermo. Gli agenti provinciali del reparto operativo del Delta monitoravano l’area dopo le violazioni dei giorni precedenti in cui erano state uccise centinaia di carpe distruggendo decine di migliaia di uova. La retata della polizia provinciale aveva così colto in flagrante un gruppo di romeni residenti a Cavanella Po, cui già era stata ritirata la licenza, e che erano arrivati in barca per recuperare il pesce ben nascosto e impacchettato.

I cosiddetti “pirati del Po” sono per la gran parte provenienti dall’Est europeo e in particolare dalla Romania e, secondo le stime delle associazioni di pesca e delle forze dell’ordine, sono oltre duecento.

Massimiliano Beltrame

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