Piove di Sacco, giro di vite sugli orari delle sale da gioco

slot-machinesGiro di vite agli orari delle sale gioco e di accensione dei videopoker. Continua la battaglia del Comune contro il dilagare del fenomeno della ludopatia che dalle indagini statistiche mostra dati sempre più allarmanti. Il sindaco Davide Gianella ha firmato un’ordinanza che riduce ulteriormente l’arco temporale in cui i giocatori possono accedere agli apparecchi d’intrattenimento con vincite in denaro, con l’obiettivo di impedirne l’utlizzo indiscriminato e di arginare la disponibilità senza limiti delle occasioni di gioco, in particolare nella fascia notturna in cui maggiormente si verificano fenomeni di devianza sociale. Le sale da gioco, ad esclusione di quelle dedicate al biliardo e al bowling, potranno rimanere aperte, compresi i giorni festivi, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22.

Esclusivamente in questi orari potranno poi funzionare tutti i giochi elettronici presenti nei bar, nelle ricevitorie, nei circoli e in tutti gli esercizi commerciali in genere. Fuori da queste concessioni temporali, le famigerate “macchinette” dovranno rimanere spente e non accessibili. I gestori dei locali interessati dovranno esporre degli appositi cartelli all’interno e all’esterno dove oltre agli orari dovranno essere segnalati chiaramente i rischi legati alla dipendenza da gioco. Per i trasgressori sono previste sanzioni pecuniarie sino a 500 euro nonché accessorie, come la sospensione e l’interdizione dell’attività, per i casi di reiterazione della violazione.

L’ordinanza, nella consapevolezza che le limitazioni non potranno eliminare il fenomeno essendo necessaria una più ampia azione di contrasto a livello nazionale, mira almeno a creare le condizioni per sfavorire un’offerta di gioco illimitata e in continua crescita vista la continua apertura negli ultimi anni di locali dedicati. Secondo i dati del Dipartimento delle dipendenze dell’Usl 16 nel 2015 sono state circa 336 le persone in terapia per Gap (Gioco d’azzardo patologico), di cui 9 residenti in città. Utenti che per la maggior parte sono soggetti deboli, risucchiate nel gorgo del gioco compulsivo. Numeri che purtroppo sono solo la punta dell’iceberg di un fenomeno ben più diffuso che preoccupa molto anche per le ricadute, oltre che personali, anche sull’intera comunità, in termini di costi pubblici e sociali.

 

Alessandro Cesarato

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