Ponte San Nicolò, l’associazione che aiuta i profughi a casa loro

psn gruppo donne 1“Aiutiamoli a casa loro”, è questo uno degli slogan con cui viene affrontata l’emergenza emigrazione. C’è chi però non si limita alle parole, ma, portando avanti negli anni progetti concreti, aiuta a costruire un futuro possibile in paesi e regioni dove la fame, le malattie e l’arretratezza culturale spingono milioni di persone – specialmente i più giovani – a lasciare tutto per raggiungere l’Europa. Se è è parlato al convegno“La cooperazione solidale: una via per la soluzione dell’emigrazione clandestina”, organizzato dal Gruppo Donne di Ponte San Nicolò, l’ONG senegalese 7A Maa- Rewee e l’associazione Italia-Senegal 7A.

Da 15 anni il Gruppo Donne sannicolese si è presa a cuore le sorti della regione di Kolda, una delle più povere del Senegal: l’ultimo progetto, in parte finanziato dalla Regione Veneto, prevede la creazione di “banche cerealicole di comunità” per la conservazione delle sementi tra una stagione e l’altra. Una lotta contro la miseria combattuta da donne per le donne, sempre più protagoniste nelle comunità rurali, nel commercio, grazie ad alfabetizzazione ed emancipazione. Al convegno c’era anche Ndiobo Mballo, fondatore dell’ONG 7A Maa-Rewee: “L’alfabetizzazione femminile prima era al 5%, oggi è all’85%. Continua la nostra battaglia contro il matrimonio precoce e le mutilazioni genitali”. La cooperazione funziona quando non è beneficienza dei paesi ricchi che spiegano ai poveri come si fanno le cose, ma quando vive dello scambio reciproco: “Lo sviluppo è condividere cultura, mangiare insieme, parlare con le persone. Non serve avere delle “soluzioni” pronte, ma domande che portino a soluzioni endogene, allo sviluppo locale”. Solo così si potrà contrastare la voragine dell’emigrazione irregolare: “Per noi africani l’emigrazione è disperazione: è il futuro che se ne va. Dobbiamo far di tutto per combattere l’insicurezza alimentare”. Andrea Canton

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