Profughi nei capannoni, il no dell’ANCI Veneto

maxresdefaultL’emergenza profughi acquista sempre più carattere continuativo, e trovare una soluzione definitiva, alla luce dei “no” e delle difficoltà nell’accoglienza, pare un orizzonte irraggiungibile.

Alla richiesta rivolta ai sindaci del Veneto di aprire le porte dei capannoni dismessi ai profughi in arrivo nei prossimi giorni, giunge tempestiva la risposta dell’ANCI Veneto, che si oppone strenuamente alla soluzione profilata dal prefetto Cuttaia. La presidente Maria Rosa Pavanello, infatti, non la ritiene affatto una soluzione idonea, né per il comune di Mirano, di cui è sindaco, né per il Veneto in generale. Il suo “no” e la sua indisponibilità non sono isolati, sono infatti molti altri i sindaci che si uniscono al coro e minacciano di chiudere le porte all’accoglienza per mancanza di spazi idonei, scuotendo la testa anche di fronte all’ipotesi capannoni.

“È un’ipotesi che non sta in piedi né per le comunità ospitanti né per le persone interessate – racconta Pavanello al Gazzettino di oggi -. Ci sarebbero problemi di ogni genere, dall’aspetto sanitario a quello della sicurezza e non solo. Non stiamo parlando di migranti che si fermano qui per poco tempo: prima che la commissione esamini tutte le richieste per vedere se queste persone hanno o meno i requisiti per stare qui passano otto o nove mesi. Non si può certo pensare che quelle persone stiamo tutto il tempo in capannoni con operatori ridotti all’osso e senza nemmeno sapere come impiegare il tempo”.

Toni meno prudenti e più aspri invece per il sindaco di Scorzé Giovanni Battista Mestriner che su Facebook si scatena: “Siamo ormai stanchi, è l’ennesima vergogna di una politica nazionale che sul tema sta dimostrando tutta la sua incapacità di reagire: da 4 anni stiamo andando alla cieca. Non c’è un piano, non c’è un limite, non c’è uno scopo.Tranne quello di approntare misure sempre più di emergenza, con una escalation senza fine e senza senso. Cosa manca ora? alla prossima comunicazione che ci dirà il governo? che vorrà utilizzare anche i posti letto liberi negli ospizi? La politica del governo nazionale non è la soluzione. È il problema”.

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