Stra, i trent’anni dell’Osteria da Caronte tra cena e poesia

Roberto e Maria Grazie da CaronteL’Osteria “da Caronte” a Stra compie trent’anni e i titolari di uno dei locali storici della Riviera, Roberto Minchio e la moglie Maria Grazia Levorato, hanno pensato di festeggiare con una cena riservata e dedicata ai clienti più affezionati, regalandosi per l’occasione anche un libro di poesie. Le ha scritte proprio Roberto, che ha raccolto le filastrocche (che egli stesso chiama “le riflessioni di un oste”) condivise con i clienti in tanti anni di attività in sala.

Roberto e Maria Grazia gestiscono il ristorante di via Dolo a Paluello di Stra, socia di Confcommercio del Miranese, dal 1986. Dolese lui, miranese lei, decisero trent’anni fa di rilevare e rilanciare uno dei locali storici del Veneto e della Riviera in particolare: un’attività che risale addirittura al 1911, quando “da Caronte” era un semplice spaccio di cibi cotti e bevande, in un edificio che affonda radici addirittura alla fine del Seicento.

Con la nuova gestione “da Caronte” assume i contorni di una tipica osteria veneta, con piatti di carne e pesce della cucina tradizionale, regionale e stagionale e una carta di vini rigorosamente veneti, tranne poche eccezioni. Bigoli in salsa d’acciughe, spaghetti alle vongole di laguna, seppie in tocio nero, frittura mista con moeche e canestrei, ma anche tagliata di struzzo, gnocchi garbi con melone e pompelmo, tortelloni ai semi di papavero, timballo di verdure con casatella e polenta solo per citare alcuni esempi.

La festa per il trentesimo compleanno si terrà venerdì 10 giugno e anche in questo Roberto e Maria Grazia sono stati originali: hanno invitato uno per uno tutti i clienti affezionati, ospiti diventati amici negli anni e che non hanno mai mancato di inserire “da Caronte” nei luoghi speciali delle loro serate o pranzi di lavoro. Un’ottantina gli invitati.

Sarà l’occasione per presentare un libro di poesie e filastrocche che Roberto ha scritto in questi anni da oste, approfittando proprio del rapporto cordiale e diretto con i clienti: trenta riflessioni “da caminetto” o da focolare domestico se vogliamo, una per ogni anno della sua gestione.

E il futuro? «Ho molti progetti in serbo», confida Roberto. Uno si aspetta nuovi piatti, un locale ancor più accogliente, magari un altro libro. E invece no: «Sto per iscrivermi all’università, a Scienze sociologiche», spiega il titolare, «era un pallino che mi era rimasto da quando ho interrotto gli studi e che ora voglio riprendere. Non lascio il locale, ma sto pian piano dando spazio a mio figlio Michele, già nostro collaboratore. Credo sia giusto così. Resterò come cantastorie o meglio: conta-storie».

La festa, i trent’anni, i nuovi progetti dei titolari del “Caronte” sono sostenuti da Confcommercio del Miranese, di cui l’osteria è socia: «Un’attività», afferma il presidente dell’associazione Ennio Gallo, «che vede premiate la serietà e la professionalità dei suoi gestori, che hanno saputo mantenere e migliorare nel tempo, a servizio del cliente».

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