Unione dei comuni, l’opposizione di Spinea teme un danno erariale

centro-storico-spinea1A Spinea divampa il dibattito sull’Unione dei comuni del Miranese. Il nuovo ente arriva in Consiglio comunale su richiesta delle minoranze, la maggioranza ribatte alle accuse e chiede tempo per ingranare. Tocca al sindaco Silvano Checchin dare i numeri di questo progetto, ancora in divenire: 175 mila euro ottenuti dall’avanzo di bilancio per accorpare i comandi di polizia locale, ora organizzata su tre sedi a Spinea, Mirano e Santa Maria di Sala.

“Abbiamo ottenuto economie nell’acquisto di beni e servizi del 20% – afferma Checchin – e si sono risparmiati ben 42 mila euro di spese fisse. Su 32 veicoli a disposizione, l’Unione ne ha rottamato otto, ma ha efficientato gli altri 24, aumentando la sicurezza degli operatori. Quest’anno prevediamo di acquistare due o tre mezzi nuovi e di raccordare la videosorveglianza nei vari territori. A breve inoltre si completerà l’approvazione dei regolamenti che sostituiranno quelli provvisori. In tal senso sono già state fissate alcune riunioni operative. Nessuno nasconde il fatto che l’organizzazione e la logistica abbiano dei punti di fragilità, ma sono in corso di superamento – prosegue Checchin. Già nello studio di fattibilità del 2014 abbiamo messo le mani avanti, affermando che per raccogliere i frutti concreti nel territorio, ci vorranno almeno tre anni. L’Unione esprime una grande potenzialità che va supportata gradualmente, e i primi risultati positivi in termini di risparmio sono già certificati a livello di bilancio”.

Claudio Tessari, che insieme alle altre minoranze aveva chiesto il Consiglio ad hoc, la pensa diversamente: “C’è il trucco – replica l’ex sindaco – l’avanzo di amministrazione non tiene conto di spese sostenute dai comuni, che dovrebbero invece essere messe in carico all’Unione. È passato un anno e mezzo, ben venga l’Unione dei comuni, ma questa è nata male perché prima hanno pensato a fare la cornice, e poi il quadro. Oggi tutto il personale è in distacco: lavora per l’ente Unione, ma è pagato dal Comune, quantomeno gli oneri contributivi dovrebbero essere richiesti dai comuni. E poi abbiamo i vigili che hanno trattamenti diversi, manca un ufficio del personale e un direttore: se non ci si dà una regolata si rischiano, oltre alle brutte figure con i cittadini, anche responsabilità erariali”.

Filippo De Gaspari

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