Bottrighe a Bobo: “Adesso chiediamo più attenzione”

Bottrighe, Palazzo Civico, già sede municipaleMassimo Barbujani, con netta vittoria anche nei seggi di Bottrighe, torna sindaco di Adria. Bottrighe, però, causa la troppa frammentazioni di voti, con tanti candidati in ogni lista, si ritrova, per la prima volta della sua storia, senza nemmeno un rappresentante, né di maggioranza né di opposizione. Un fatto abbastanza grave che nessuna “voce” in consiglio possa in qualche modo rappresentare Bottrighe, 2.400 abitanti, il più popoloso centro periferico dell’hinterland adriese. Abbiamo girato per il paese per sentire che cosa si aspettano i residenti dal riconfermato sindaco. “Ci deve essere più attenzione – afferma Marino, 65 anni, pensionato – soprattutto per quanto riguarda la manutenzione viaria e gli ingressi al paese, anche il regolare sfalcio dell’erba è sinonimo di decoro”.

“Finalmente si sta procedendo al rifacimento degli asfalti in piazza Libertà e via Vittorio Veneto – dice Massimo, 34 anni, imprenditore – ma tutte le strade di Bottrighe sono ormai un colabrodo, occorre presto il rifacimento anche delle altre arterie”. Per Federica, 23 anni, studente universitaria “occorre ricreare quel rapporto di avvicinamento tra Adria e Bottrighe, troppo spesso ci sentiamo lontan, vuoi per lo strappo dolente e mai dimenticato di un’amministrazione in loco (riferimento all’ex Comune di Bottrighe ndr), vuoi perché da sempre la periferia è considerata tale”.

“Sta nascendo una nuova realtà industriale – dice Giampaolo, 44 anni, operaio – anche se molti si lamentano perché quasi nulla sono gli occupati del paese, ci sarà sicuramente nel tempo un indotto che dovrebbe portare benefici, dal nuovo sindaco mi aspetto più cura di questo paese che sempre ha dato tanto, in termini di lavoro, a tutta la zona, ad Adria soprattutto”.
“Sono disoccupata e madre di due bambini – racconta Cristina, 32 anni – certamente l’occupazione è un problema mondiale ormai, ma mi auguro che il nuovo sindaco riesca ad agevolare aziende per creare in loco nuove opportunità occupazionali anche per le donne”.

Roberto Marangoni

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