Curtarolo, nido comunale in dirittura d’arrivo

nido famigliaIl nido comunale di Curtarolo è ormai cosa fatta e per l’anno scolastico 2016/2017 diverrà agibile a tutti gli effetti, dopo che a estate iniziata i lavori erano giunti all’impiantistica. Forse slitterà soltanto l’apertura ufficiale oltre il mese di settembre inizialmente previsto. Collocato lungo Via Dalmazia e accessibile da Piazzetta Mandela, una volta terminato avrà una superficie di 600 metri quadri e ospiterà una quarantina di iscritti dagli uno ai tre anni di età. Lo realizza la stessa società che lo gestirà con incarico trentennale, la Spes di Padova, che ha messo di tasca propria almeno mezzo milione di euro sugli oltre 1.100.000 complessivamente previsti (gli altri provengono per 450mila dal contributo della Fondazione Cariparo e 166mila dalla Regione Veneto). Fatto sta che per l’amministrazione comunale in carica costituisce uno dei fiori all’occhiello, dopo tante promesse partite nella campagna elettorale del 2009 e proseguite in quella del 2014.

“Si tratta di un servizio fondamentale per il territorio, concretizzato attraverso un edificio moderno e peraltro inserito in un vero e proprio polo scolasticoculturale –spiega il sindaco Fernando Zaramella-. C’è voluto parecchio tempo perché abbiamo dovuto bussare a tante porte. Ma ce l’abbiamo fatta”. Il problema che le amministrazioni comunali devno affontare sempre più spesso in queste occasioni è la necessità di trovare dei contributi che permettano di finanziare gran parte dell’opera perché le risorse disponibili “in casa” sono sempre più limitate e non permettono certo di dare corso ad interventi impegnativi come la realizzazione di una nuova struttura scolastica. Trovare dei fondi adeguati pertanto è un imperativo imprescindibile, altrimenti i progetti sono costretti a restare in un casssetto per molti e molti anni. Per l’opposizione guidata da Andrea Ostellari resta tuttavia qualcosa di sovradimensionato e costoso: “Per noi era più opportuno realizzare dei nidi integrati alle attuali materne di Pieve e Santa Maria di Non” E non crede a quanto sostiene Zaramella, cioè di aver tentato l’accordo con le parrocchie per la modalità integrata –poi sfumato- e che si sarebbero comunque dovute affrontare spese non indifferenti..

Roberto Turetta

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