Legambiente contro Bergamin sulle politiche ambientali

File Name : DSCN3569.JPG  File Size : 1.1MB (1171880 bytes)  Date Taken : Mar, 3 set 2002 10:53:44  Image Size : 2560 x 1704 pixels  Resolution : 300 x 300 dpi  Bit Depth : 8 bits/channel  Protection Attribute : Off  Camera ID : N/A  Camera : E5000  Quality Mode : FINE  Metering Mode : Matrix  Exposure Mode : Programmed Auto  Speed Light : No  Focal Length : 16.2 mm  Shutter Speed : 1/360.7 seconds  Aperture : F8.0  Exposure Compensation : +0.3 EV  White Balance : Auto  Lens : Built-in  Flash Sync Mode : N/A  Exposure Difference : N/A  Flexible Program : N/A  Sensitivity : ISO400  Sharpening : Normal  Image Type : Color  Color Mode : N/A  Hue Adjustment : N/A  Saturation Control : Normal  Tone Compensation : Normal  Latitude(GPS) : N/A  Longitude(GPS) : N/A  Altitude(GPS) : N/A

“Siamo rimasti basiti di fronte alle parole del Sindaco. Dopo aver riportato come una vittoria la riapertura al traffico del Corso del Popolo, cita la ‘guerra alle Pm10’ tra i risultati conseguiti. Non vogliamo pensare che il Sindaco sia veramente convinto di avere attuato politiche efficaci”. Non usa mezzi termini Giorgia Businaro, direttore regionale di Legambiente Veneto, a commento della conferenza stampa di bilancio del primo anno di mandato della Giunta Bergamin. “Impossibile dimenticare la preoccupante situazione della città durante l’ultimo inverno – ricorda -: giorni e giorni con qualità dell’aria da scadente a pessima, con ripercussioni potenzialmente pericolose sulla salute dei cittadini. E il sindaco come ha affrontato questa ‘emergenza’? Lavaggio delle strade, ordinanze per abbassare le temperature domestiche, la cui applicazione non è mai stata verificata, riduzione del numero dei veicoli circolanti mantenendo, però, il centro aperto al traffico. Per non parlare dell’accusa a pizzerie e panetterie con forno a legna: era veramente convinto che fosse quello il problema?”

Per Businaro le soluzioni dovevano essere altre: “Ragionare sulla chiusura al traffico del centro e sulla revisione del piano del traffico, con attenzione all’efficienza del trasporto pubblico locale, oggi totalmente insufficiente e disorganizzato. Studi accurati sulle fonti di emissione per pianificare le giuste politiche di intervento”. E incalza: “Il totale immobilismo della giunta su questi temi conferma che Rovigo è, palesemente, una città senza visione del proprio futuro. Mancano la volontà o la capacità di orientare la città verso un modello differente di organizzazione urbana”. In chiusura, l’associazione torna a chiedere la nomina di un assessore all’ambiente e interventi concreti per salvaguardare la città.

Giorgia Gay

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