Matrimoni gay, Bergamin: “Non li celebrerò mai”, e monta la polemica

massimo bergaminHa fatto discutere, e non poco, il post che il sindaco di Rovigo, Massimo Bergamin, ha pubblicato sul suo profilo facebook, a commento di un’intervista realizzata per la Repubblica “La Famiglia può essere solo una: l’unione tra un Uomo ed una Donna. E se un bel giorno si presentassero in tre? E se qualcuno viene qua con un cavallo e vuole sposare quello? Mai è poi mai, con la fascia da Sindaco, celebrerò un matrimonio tra due persone dello stesso sesso. Ci sono problemi più importanti da affrontare”. La sicurezza, le buche, il lavoro sono problemi all’ordine del giorno, più importanti delle unioni civili.

“Conseguentemente, per quanto mi riguarda, esistono solo Mamma e Papà. Genitore 1 e genitore 2 non è roba che mi riguarda”. E se qualcuno venisse in comune chiedendo che l’unione sia sancita? “Gli stringo la mano, ma non sposo nessuno. Qualcuno lo farà ma non sarò certo io”. Dichiarazioni precise e forti, che hanno destato polemiche da parte dei cittadini, che hanno lasciato centinaia di commenti nel post ‘incriminato’, ma anche di molti politici.

“In quanto cittadina italiana e di Rovigo mi piacerebbe molto se il primo cittadino della mia città non si astenesse dal rispettare le leggi dello Stato – si legge tra i commenti -. Io le rispetto tutte, non scegliendo a mio personale piacimento quelle che preferisco rispettare e quelle su cui sorvolare. Perché chi governa la mia città dovrebbe fare diversamente?”

“Il Sindaco ha dimostrato, ancora una volta, di non essere in grado di rappresentare decorosamente la città di Rovigo in quest’intervista – commenta il portavoce del Movimento 5 Stelle di Rovigo -. E’ palese l’omofobia. Bergamin ha ripetutamente dichiarato, a mezzo stampa e social network di essere il “Sindaco di Tutti”, probabilmente non è così.”

“Rispettiamo, anche se non possiamo condividerla, la scelta personale del Sig. Sindaco di non celebrare i matrimoni tra omosessuali, in quanto è vero che il celebrare questi matrimoni viene imposto dalla “Legge Cirinnà” ma non ci sembra giusto costringere le persone a violare i principi religiosi che le muovono e che costituiscono le fondamenta di questo paese; pertanto se tali nozze verranno celebrate dagli assessori, come da interviste apparse sui giornali nei mesi scorsi, saranno tutelati i diritti dei cittadini e rispettati i principi di Bergamin, in ossequio alla famosa frase di Martin Luther King “La mia libertà finisce dove comincia la vostra”, continua il capogruppo Gennaro Francesco, che aggiunge: “siamo convinti anche che questa libertà però non conferisca a Bergamin il diritto di insultare chi la pensi diversamente o manifesti orientamenti sessuali diversi dai suoi, in quanto, sia nella religione cattolica che nella Costituzione all’art 3, “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, viene detto chiaramente che ogni tipo di discriminazione sia sbagliata”-

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