Mira, deteneva marijuana, hashish e cocaina: arrestato dai Carabinieri

 

carabinieriDeteneva ingenti dosi di stupefacenti, marijuana, hashish e cocaina, nella sua abitazione di Mira, il giovane di 20 anni che è stato scoperto dai carabinieri di Mira.

L’operazione si è conclusa ieri, a seguito di una attività di controllo sul territorio che aveva indirizzato i sospetti sul centro abitato di Gambarare, dove sarebbero avvenuti diversi movimenti di stupefacenti nei pressi del cimitero locale, lontana da sguardi indiscreti.

I militari erano così riusciti ad acquisire informazioni su Joshua De Marchi, un giovane che si occupava dello smercio sul territorio delle sostanze stupefacenti a tossici del posto. Sono stati effettuati vari servizi mirati, l’ultimo dei quali proprio ieri sera, quando i Carabinieri di pattuglia notavano un’auto ferma nel parcheggio all’imbrunire, con due giovani a bordo.

E’ dunque scattato il controllo, durante il quale i militari dell’Arma avevano percepito all’interno della vettura un forte odore di marijuana. Di fronte a tale evidenza De Marchi consegnava spontaneamente un grinder che aveva occultato nelle mutande, negando tuttavia di possedere stupefacente. Il ragazzo però, un attimo dopo, credendo di non essere osservato dai militari impegnati a controllare anche il conducente dell’auto, tentava di disfarsi dello stupefacente lanciando con un gesto fulmineo un involucro dal finestrino. I carabinieri, però, accortisi del movimento, lo hanno immediatamente recuperato, rinvenendo al suo interno marijuana.

A questo punto i militari hanno deciso di estendere il controllo nell’abitazione di Mira, ritrovando 6 grammi di hashish ed alcuni grammi di cocaina, oltre ad un bilancino elettronico di precisione, materiale per il confezionamento delle dosi e la somma di 890 euro ritenuta provento dell’attività di spaccio.

Il giovane è stato quindi arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, con successiva sottoposizione a misura cautelare degli arresti domiciliari in attesa del direttissimo in esito al quale veniva condannato a 10 mesi di reclusione e alla multa di 1.000 euro con contestuale sospensione della pena.

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