Piove di Sacco, bocciato perché disabile, i genitori “Una grave ingiustizia”

bullismoBocciato a Piove di Sacco un ragazzo affetto da disabilità di media gravità. I genitori scrivono una lettera commovente, in cui raccontano la storia di Andrea. Una storia di bullismo, inerzia e soprusi. Una condizione, quella riservata ai ragazzi disabili nelle scuole, che molte famiglie sono ancora oggi costrette a sopportare.

Nel 2015 Andrea, 17enne, affetto da una disabilità certificata ai sensi della legge 104/1992, è stato iscritto al primo anno dell’Istituto Scolastico “De Nicola” di Piove di Sacco, con indirizzo agrario. “Nostro figlio ha iniziato l’anno scolastico con entusiasmo e partecipazione – raccontano i genitori – tuttavia, dopo i primi mesi di frequenza, ci siamo accorti che Andrea manifestava sempre più evidenti segni di disagio a frequentare le lezioni, e ciò contrariamente al suo desiderio iniziale di andare a scuola e di farsi nuovi amici”.

Il motivo di questo disagio lo spiega Andrea stesso ai genitori. “Si erano verificati diversi episodi di bullismo nei suoi confronti da parte di alcuni suoi compagni, in più manifestava un problema di compatibilità con il proprio insegnante di sostegno”. Così i genitori hanno cercato di coinvolgere la scuola per chiedere aiuto e gestire la situazione. “Purtroppo, però, non abbiamo avuto riscontri concreti”. Andrea, nonostante tutto, va avanti per la sua strada, e la pagella del primo quadrimestre mostra dei buoni risultati, senza alcuna insufficienza.

Durante il secondo quadrimestre, però, la situazione peggiora. “Gli episodi di bullismo nei confronti di Andrea si sono intensificati, senza che l’Istituto scolastico predisponesse delle misure di tutela”. La condizione di Andrea, già delicata, è peggiorata evolvendo in uno stato di “ansia reattiva all’ambiente scolastico”, come certificato dal medico che lo aveva in cura.

Così Andrea è stato costretto a restare a casa dalle lezioni, giusta prescrizione medica, in attesa che la scuola predisponesse le misure idonee a garantire la frequenza del ragazzo con serenità e senza turbamenti, nonostante il ragazzo, nei contesti extrascolastici – attività ricreative, sportive – non abbia mai avuto problemi di inserimento. “Tornavamo quindi a chiedere con insistenza un intervento della scuola – dicono i genitori -, che tuttavia non c’è mai stato. Di fatto l’Istituto non è stato in grado di assicurare il diritto fondamentale all’istruzione, costituzionalmente tutelato, di un ragazzo disabile, a discapito non solo della sua formazione ma anche del suo inserimento sociale”.

Ai compagni a quanto pare non serviva la presenza di Andrea in classe per prenderlo in giro. I genitori denunciano anche episodi di molestie telefoniche minacciose, segnalate non solo alla scuola, ma anche ai carabinieri. Intanto, le condizioni di Andrea peggioravano. “Suo malgrado era costretto a rimanere a casa in situazione di forte ansia e stress, dovendo così il medico – constatando un peggioramento – prorogare il certificato di assenza dalle lezioni per tutelare la sua salute”.

L’anno scolastico è così volto al termine, senza che Andrea potesse rientrare nella sua classe e come se non bastasse Andrea è stato bocciato per delle asserite “carenze rilevate nella preparazione”, nonostante “non sia mai stato redatto il PEI (piano educativo individualizzato per gli alunni disabili) prescritto dalla fondamentale legge 104/92 (nonostante le infinite sollecitazioni alla Dirigente scolastica)”, nonostante Andrea non avesse “riportato nemmeno un’insufficienza nella pagella del primo trimestre, nonostante il ragazzo sia stato costretto a rimanere a casa dalle lezioni proprio a causa delle succitate gravi mancanze dell’Istituto scolastico che mai si è realmente interessato alle condizioni di Andrea, facendo sentire lui e la sua famiglia rifiutati e umiliati”.

La lettera si conclude con una nota amara: “Proprio nell’anno in cui sembrava che finalmente le Istituzioni a vari livelli (discorso del Presidente della Repubblica del 30 marzo in occasione della “giornata nazionale delle persone con disabilità intellettiva”, l’approvazione in Parlamento della legge sul “dopo di noi”, il “Giubileo dei disabili” celebrato proprio questo mese dal Papa) avessero compreso le gravi mancanze che fino ad ora avevano emarginato le persone con disabilità e le loro famiglie, è incredibile che un minore disabile, cui non gli è stata garantita la frequenza della scuola dell’obbligo a causa delle continue vessazioni che è stato costretto a subire nell’ambiente scolastico, venga bocciato!”

 

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