Rovigo, sequestrate 7 veicoli di proprietà di una famiglia nomade

11148_DSC_7901-1Le Fiamme Gialle rodigine, grazie anche a una analisi del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, hanno individuato un nucleo familiare titolare di un patrimonio sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati.

Avvalendosi della normativa antimafia è stata inoltre ricostruito il curriculum criminale di alcuni dei componenti della famiglia, risultati gravati da numerose condanne penali, in particolare per furti e rapine, ma noti alle forze dell’ordine anche per altri reati, quali spaccio di sostanze stupefacenti, clonazione di carte di credito e delitti contro la persona. Peraltro i due coniugi a capo della famiglia erano stati arrestati nel dicembre scorso per aver messo a segno una “spaccata” ai danni di un negozio (i due avevano l’abitudine di agire approfittando del suono delle campane per passare inosservati e non far sentire i vetri che andavano in frantumi) e, nel tempo, sono stati anche sottoposti a misure di prevenzione personali (sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno di anni 3 per il marito e 1 per la moglie; misura anche questa irrogata dal tribunale di Rovigo nel 2014).

La combinazione di questi elementi ha originato una richiesta di sequestro di alcuni beni mobili posseduti dai soggetti in questione il cui possesso non trovava giustificazione nei redditi dichiarati; le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Rovigo, si sono concretizzate in due distinte proposte accolte dal Tribunale che ha disposto l’applicazione delle c.d. misure di prevenzione antimafia. Le investigazioni finanziarie e patrimoniali che hanno portato al risultato sono state eseguite con l’ausilio dell’applicativo “MOLECOLA”; si tratta di un software che consente di immagazzinare una mole enorme di dati relativi ai redditi e al patrimonio dei soggetti analizzati e di incrociare gli elementi acquisiti ponendo in risalto le incongruenze tra il tenore di vita e le dichiarazioni ai fini fiscali.

Lascia un commento