San Siro, unico centro di accoglienza dopo la chiusura dell’ex Prandina

bagnoli profughi arrivo4Dopo l’annuncio choc della chiusura dell’ex caserma Prandina e del trasferimenti dei profughi a Bagnoli i sindaci del Conselvano fanno fronte comune e stringono un patto per far arrivare in Prefettura tutto il proprio dissenso. All’appello lanciato dal sindaco di Bagnoli Roberto Milan hanno risposto i primi cittadini di Conselve, Agna, Cartura, Terrassa Padovana e Tribano, insieme agli assessori di Anguillara e Candiana e al sindaco di Cona, che ogni giorno fa i conti con il centro di Conetta, sovraffollato da almeno 500 migranti.

Una prospettiva che spaventa gli amministratori del Conselvano, considerata la capienza dell’ex base dell’Aeronautica. Intanto già i primi giorni di luglio il numero delle presenze a San Siro ha superato quota 360. I posti a disposizione nel centro gestito dalla cooperativa Ecofficina erano trecento ma è stato sufficiente aggiungere letti e materassi per farne stare in più negli spazi già a disposizione. Quindi senza interventi strutturali straordinari la Prefettura è in grado di aumentare la capienza della base. Senza contare poi la possibilità di ristrutturare gli altri edifici che ospitavano le camerate dei militari. Dal canto suo la Prefettura aveva assicurato che non ci sarà un trasferimento di massa degli ospiti della Prandina perché molti saranno destinati alle strutture di accoglienza più piccole. Ma di fatto gli arrivi si sono intensificati.

“Noi sindaci siamo tutti contrari a questa modalità di gestione dell’emergenza profughi – spiega Roberto Milan, sindaco di Bagnoli – e vogliamo lanciare un messaggio ben preciso: il territorio con i suoi amministratori è compatto nel rendere manifesta a livello istituzionale la politica fallimentare che si affida alla concentrazione di centinaia di migranti nello stesso luogo, creando solamente disagi e tensioni. Andremo tutti insieme in Prefettura e questa sarà solo la prima azione istituzionale che intendiamo mettere in atto”. “Questa emergenza interessa tutti – aggiunge Gianluca Piva, sindaco di Agna – senza distinzioni di confini comunali o di appartenenza politica. I nostri cittadini hanno tutto il diritto di avere una vita normale come gli altri invece questi “hub” ci stanno schiacciando e privando delle nostre libertà. Ma è’ possibile avere due centri per richiedenti asilo a 5 km l’uno dall’altro? Inaccettabile. E l’ennesima rissa di Conetta non fa altro che aumentare la tensione”.

(c.l.)

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