Scorzè avrà una nuova piazza in centro città

foto inaugurata nuova fontana giuliano de polo piazza scorze¦ÇScorzè ha una nuova piazza. Una nuova piazza restaurata, intitolata sempre ad Aldo Moro, ma con un simbolo in più: la fontana dedicata all’ex presidente della San Benedetto Giuliano De Polo e morto nell’agosto 2004. I lavori erano iniziati lo scorso 1 febbraio. Il progetto per rifare l’area davanti al municipio, studiato dagli architetti Laura De Polo ed Evasio De Luca, parte da lontano, da quando il Comune aveva firmato la convenzione con la San Benedetto e la signora Gabriella Zoppas, vedova di Giuliano De Polo di Conegliano già presidente dell’azienda delle acque minerali per 34 anni. Ne è uscita un’opera rivestita in pietra, con degli elementi naturali, inseriti dei “giochi d’acqua”, con nuovi arredi e alberi. La spesa è stata di 330 mila euro, divisi in modo equo tra la famiglia De Polo e la San Benedetto, a cui vanno aggiunte le somme che dovrà sostenere il Comune, sui 40 mila euro, per fornire alcuni materiali.

De Polo è stato alla San Benedetto dall’inizio degli anni Settanta fino alla morte. “A nome di tutta la comunità, sono orgoglioso di inaugurare il nuovo volto della piazza – dice il sindaco di Scorzè Giovanni Battista Mestriner. Questo riconoscimento costituisce un doveroso tributo ad un insigne protagonista del mondo economico, per il contributo conferito, come imprenditore, a valorizzare e sviluppare il benessere del nostro territorio e dei suoi cittadini e per l’impegno sociale”. Alla cerimonia hanno partecipato anche il sottosegretario all’Ambiente Barbara Degani, le autorità comunali, la famiglia De Polo, il presidente di Acqua Minerale San Benedetto Enrico Zoppas e famiglia, tanti cittadini di Scorzè e i dipendenti dell’azienda che per l’occasione hanno voluto dimostrare la propria riconoscenza a De Polo.

“È stato un amico e compagno di avventura prezioso – racconta il presidente e amministratore delegato di San Benedetto Enrico Zoppas – e di lui mi piace ricordare la carica umana e culturale, il carisma che affascinava ed attraeva. E poi il contagioso entusiasmo, la vivacità ed energia univano le persone, portando alla creazione di un positivo e stimolante spirito di squadra, verso obiettivi strategici e innovazioni tecnologiche, sempre più ambiziosi, l’incrollabile fiducia verso i giovani e le loro potenzialità”.

Alessandro Ragazzo

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