Tra Conetta e Bagnoli 1200 profughi, Panfilio “Una polveriera!”

profughi cenetta“È una polveriera, ma non perché stiamo parlando di migranti. Qualsiasi persona messa in quelle condizioni per tanto tempo in qualche maniera sviluppa diverse criticità”. Parole del sindaco di Cona Alberto Panfilio. Con l’alzarsi delle temperature sale anche la tensione dentro e fuori l’ex base di Conetta. Specialmente ora che è andato aumentando pure il numero delle presenze nella vicina ex base di Bagnoli.

Si stimano circa 600 ospiti a Conetta e altrettanti a Bagnoli, dove nel mese di luglio sono stati trasferiti anche i profughi della caserma Prandina in centro a Padova. Così nell’area di Bagnoli e Cona ora le presenze superano quota 1.200. Le due ex basi distano sì e no 8 chilometri. In un territorio così piccolo, con una popolazione non numerosa e pochi servizi, il numero dei profughi ospitati sta diventando ingestibile. Soprattutto per il comune di Agna, diventato un punto di riferimento, stretto tra due fuochi. “Il governo ha fallito nel progetto di accoglienza sotto il profilo di integrazione – insiste il primo cittadino di Cona -. Queste concentrazioni fanno male proprio all’integrazione. Stiamo facendo del male a tutti perché siamo incapaci di risolvere il problema, un problema governativo per il quale non sono state presentate soluzioni”.

La paura è che le condizioni di vita disagevoli dei profughi a Conetta (dormono sotto tendoni da sagra che d’estate diventano forni, tra bisce e zanzare) au- mentino disordini dentro e fuori la base. “Non è certo la soluzione ideale, quella che ha proposto la prefettura, di stanziare una valanga di soldi per la realizzazione di moduli abitativi con aria condizionata, un ulteriore spreco di denaro pubblico – continua Panfilio -. Una concentrazione del genere non deve diventare una meta stabile per la non soluzione del problema. L’Italia deve pensare a nuove soluzioni e a progetti diversi”.

Sante Nalin, del comitato “Basta profughi a Cona”, dà voce ai residenti: “La situazione peggiora sempre di più, la gente ha paura, non esce più. La nostra vita è cambiata radicalmente”. Intesa per Cona, dal canto suo, insiste attraverso Facebook per un coinvolgimento attivo dei profughi a favore della comunità: “Abbiamo chiesto al Sindaco di attivare un protocollo di intesa con Prefettura e Cooperativa per impiegare questi giovani nei lavori di pubblica utilità – scrive -, ma la questione dei migranti, come anche questa nostra proposta, non sono mai state neppure portate in consiglio comunale. Se tale protocollo venisse attivato, come già altri Comuni hanno realizzato, si potrebbero tenere in ordine piazze e cimiteri senza vedere questo continuo degrado e, con un costo praticamente pari a zero”.

 

Giorgia Gay

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