Home Padovano Bassa Padovana Gestione dei rifiuti nella Bassa: il Consorzio sfiducia la Padova Tre

Gestione dei rifiuti nella Bassa: il Consorzio sfiducia la Padova Tre

rifiuti raccolta3Padova Tre in stallo? Il CdA viene defenestrato. Dopo un anno di lavoro il consiglio di amministrazione della società che gestisce i rifiuti della bassa padovana è stato revocato dalla proprietà dell’azienda, ovvero il Consorzio Padova Sud. Una decisione che è maturata in fase di approvazione del bilancio pre- sentato dalla triade Nicola Ferro, Tiberio Businaro e Massimo Zanardo.

Il bilancio è stato valutato come inaccettabile. Il conto economico evidenziava infatti un utile di 230.000 euro nonostante gli stessi amministratori avessero denunciato l’esistenza di un possibile “buco” milionario. E così Alessandro Baldin, presidente del Consorzio, supportato dai suoi consulenti ha voluto vederci chiaro incaricando anche una società di advisor per la valutazione attentissima di tutte le poste contabili.

Risultato? Bilancio inapprovabile e conseguente richiesta di dimissioni degli amministratori di Padova Tre. Ma il triunvirato non ha voluto cedere e ha costretto Baldin a procedere con la revoca forzata del loro mandato. Una decisione che il presidente del Consorzio ha motivato evidenziando il rischio di veder affondare la società pubblica. “Non si tratta di una questione personale o politica – ha spiegato Baldin – dopo un anno di amministrazione la situazione economico-finanziaria di Padova Tre non è migliorata. Anzi, è pure peggiorata con l’emergere di un numero sempre maggiore di creditori. Per questo il CdA del consorzio ha ritenuto doveroso chiedere alla politica di fare un passo indietro per far spazio ai tecnici. Dobbiamo essere coscienti che a volte sono richiesti dei sacrifici per il bene pubblico e per la tutela dei cittadini. Non sempre essere amministratori locali è sufficiente per gestire aziende di questo tipo quando entrano in sofferenza. Non intervenire avrebbe significato chiudere gli occhi davanti ad un problema enorme”.

Ma quali sono le poste del bilancio che hanno portato alla revoca di Ferro, Businaro e Zanardo? Prima di tutto Padova Tre aveva previsto una voce di due milioni di ricavi nei confronti dello stesso Consorzio a svalutazione dei crediti inesigibili. A Padova Tre però quei soldi non servono per coprire le bollette non pagate perché a quelle ci deve pensare il Consorzio, ovvero i Comuni, che nei piani finanziari dei rifiuti prevedono un’apposita voce di costo a carico dei cittadini. Va da sè che senza i due milioni di ricavi la società sarebbe finita in perdita senza vie di scampo. Una perdita vicina al patrimonio netto della società stessa con una conseguente azio- ne di responsabilità nei confronti dei suoi amministratori. Contestualmente è stato aumentato il periodo di vita di alcuni beni prevedendo un ammortamento che porta un risparmio di 260 mila euro. Infine Padova Tre, non ha suddiviso i ricavi della concessio- ne dei rifiuti di Bassa e Piovese da quelli delle altre attività, come il servizio che presta in Trentino. Ma la partita è ancora aperta.

 

Nicola Stievano

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